25/07/2014, 00.00
KYRGYZSTAN
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Bishkek, la Corte Suprema mette fuorilegge gli ahmadi

La massima autorità giudiziaria del Paese ha rigettato l'appello presentato dalla comunità, che chiedeva la registrazione statale e la libertà di culto. Di fatto sarà impossibile per loro anche pregare in privato. Un fedele: "Con questa sentenza ci hanno bandito dal Paese".

Bishkek (AsiaNews) - I musulmani che aderiscono alla dottrina ahmadi e che vivono in Kyrgyzstan non avranno la registrazione dello Stato, e non potranno quindi organizzarsi come comunità religiosa. Qualora dovessero incontrarsi in privato per pregare, rischiano l'arresto e una multa da parte della polizia. È quanto ha stabilito la Corte Suprema del Kyrgyzstan, che lo scorso 10 luglio ha rigettato l'appello presentato dalla comunità contro la decisione (annunciata nel 2011) di negare loro la registrazione statale.

Asel Bayastanova, avvocato che ha patrocinato l'appello, spiega a Forum 18: "Questa decisione implica che i musulmani ahmadi non potranno agire come musulmani ahmadi, non potranno organizzare incontri di preghiera o attività comuni e rischiano anche in caso di incontri privati. La nostra Costituzione garantisce, in teoria, la libertà dei privati di riunirsi non in pubblico per motivi legati alla fede. Ma di fatto le autorità li puniranno, se li colgono sul fatto".

Un fedele ahmadi che vive nella capitale Bishkek, e che vuole rimanere anonimo, racconta: "Questa sentenza di fatto ci bandisce dal Paese. Se ci trova la polizia segreta, la polizia normale o qualunque altra agenzia dello Stato, rischiamo pene durissime: potrebbero persino metterci in galera. È una evidente e gravissima violazione dei nostri diritti umani di base, e persino un pericolo per la nostra vita futura".

In Kyrgyzstan vivono circa 5,4 milioni di persone: la religione ufficiale è l'islam sunnita (circa il 70% della popolazione). Secondo fonti locali, la comunità ahmadi conta circa 600 membri e molti simpatizzanti: fondata alla fine del 19mo secolo in India, questa confessione è però considerata "eretica" da buona parte del mondo musulmano sunnita e sciita. Essa onora il proprio fondatore, Mirza Ghulam Ahmad, e presenta credenze legate ad altre religioni. Per questo, la sua professione nei Paesi dell'Asia centrale è proibita e messa spesso in connessione con il terrorismo islamico. Da parte loro, gli ahmadi negano con forza queste accuse e parlano di "persecuzione per motivi confessionali". 

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