Chiese indiane unite nella preghiera mentre cresce l’intolleranza
Dal 18 al 25 gennaio anche in India si celebra la Settimana per l’unità dei cristiani. Mentre aumentano l’intolleranza religiosa e i discorsi d'odio, soprattutto negli Stati governati dal BJP. L’ecumenismo diventa segno concreto di solidarietà. Celebrazioni si sono svolte nel Karnataka, con fedeli di diverse confessioni.
Dheli (AsiaNews) - La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, iniziata il 18 gennaio e che culminerà nella festa della Conversione di San Paolo il 25 gennaio, è celebrata anche in tutte le Chiese dell’India, a vari livelli: parrocchiale, decanale e diocesano. Di fronte alla crescente intolleranza verso la fede cristiana e all’aumento dei discorsi di incitamento all’odio, questo segno di unità reale e diffusa negli Stati è di massima importanza.
Il segno che i cristiani sono un unico corpo unito è essenziale, poiché ci sono forze che cercano di dividere e creare divisioni tra le Chiese. Non da ultimo, un rapporto dell’India Hate Lab ha evidenziato un aumento dei discorsi di incitamento all'odio contro cristiani e musulmani, affermando che l’88% di tali azioni è stato registrato negli Stati governati dal BJP (Bharatiya Janata Party) di Modi.
Nel novembre 2025, il ministro dell’Unione Kiren Rijiju ha elogiato le attività della Chiesa cattolica, affermando che essa “non converte, cioè che i cattolici non si impegnano nella conversione religiosa. Ma la comunità cattolica rende un servizio notevole in vari campi, e la gente l’ha accettata con tutto il cuore”.
P. Anthoniraj Thumma, segretario dell’Ufficio per il Dialogo e l’Ecumenismo della CBCI, ha dichiarato ad AsiaNews: “La persecuzione sistematica e organizzata, l'escalation degli attacchi, le intrusioni pianificate da parte degli estremisti e la loro cospirazione per impedire la celebrazione del Natale hanno risvegliato le Chiese indiane dalla loro serenità”. “È giunto il momento che si uniscano per esprimere la loro solidarietà reciproca e per salvaguardare i diritti costituzionali di libertà di religione e di espressione", ha spiegato p. Anthoniraj Thumma.
Anche il vescovo Joshua Mar Ignathios, presidente dell’Ufficio, riconosciuto come profondo pensatore, impegnato nell’ecumenismo e voce unificatrice, ha parlato con AsiaNews. “Mostriamo solidarietà alle Chiese e restiamo uniti. Abbiamo lanciato appelli ai vari ministri e al governo centrale per la protezione della comunità cristiana”, ha detto il vescovo indiano.
Il 18 gennaio si sono tenute le preghiere per l’unità dei cristiani nella diocesi di Shimoga, nel Karnataka. A Shimoga, hanno preso parte a una funzione ecumenica presso la chiesa CSI (Church of South India) di St. Thomas, mons. Stany D'Souza, delegato dell’amministratore apostolico della diocesi di Shimoga, con suore e pastori di Shimoga e un centinaio di partecipanti fedeli sia dalla cattedrale del Sacro Cuore di Shivamogga che dalla parrocchia.
Anche diocesi di Mangalore ha celebrato l’unità il 18 gennaio. Il vescovo Peter Paul Saldanha, nel suo messaggio, scrive: “Vorrei ricordare a tutti l'evento storico in cui papa Leone XIV e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, hanno firmato una dichiarazione congiunta a Istanbul, il 29 novembre 2025, riaffermando il loro impegno per l'unità dei cristiani e sollecitando gli sforzi per la pace globale, nel contesto del 1700esimo anniversario del Primo Concilio di Nicea”.
E ancora: “In occasione della Domenica Ecumenica, vi incoraggio a organizzare una celebrazione comune insieme ai cristiani di altre Chiese e denominazioni della vostra zona. Questa è un’occasione per incontrare i fratelli di altre comunità cristiane e per apprezzare il loro amore per la Parola di Dio e il loro zelo per la vita cristiana"
27/05/2019 11:21




