04/06/2021, 11.50
MYANMAR
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Continua l’opposizione contro la giunta militare

Ancora scontri tra civili e il Tatmadaw. Due giornalisti condannati a due anni di carcere per aver diffuso notizie false. Le forze anti-regime aprono ai Rohingya. Senza risultati l'incontro tra il capo del governo militare e il presidente del comitato internazionale della Croce Rossa.

 

Yangon (AsiaNews) - Non si ferma l’opposizione al regime militare che in febbraio ha preso il potere. Ieri mattina due membri della Lega nazionale per la democrazia, il partito della leader democratica Aung San Suu Kyi, sono stati picchiati e arrestati nella loro casa a Sein Pan Ward, nella regione di Mandalay: essi avevano preso parte a una protesta contro i generali.

Sempre ieri i militari hanno fermato l’avvocato Thet Tun Oo, che rappresenta persone incarcerate per aver organizzato le proteste anti-governative a Myitkyina, nello Stato Kachin. L'arresto è avvenuto dopo che egli ha testimoniato in una causa presso il tribunale della prigione locale. Alle proteste ha partecipato anche il dottor Tayzar San, importante figura di riferimento per il movimento contro la giunta: i generali hanno spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura e hanno offerto una ricompensa di 10 milioni di kyat (circa 5mila euro) per chi avesse informazioni al suo riguardo.

In varie città del Myanmar continuano gli scontri tra civili e militari. Il 2 giugno a Mobye, nello Shan meridionale, un giovane di 19 anni è stato colpito alla fronte, mentre un'altra persona è stata ferita in modo grave dalle forze del Tatmadaw (l'esercito birmano). Nella stessa regione, a Aye Tharyar, sono state segnalate due esplosioni vicino a due scuole.

Due giornalisti arrestati tra marzo e aprile sono stati condannati ieri da un tribunale militare. Aung Kyaw di Democratic Voice of Burma (DVB) e il reporter freelance Zaw Zaw hanno ricevuto una condanna a due anni di prigione. Entrambi hanno raccontato le proteste scoppiate dopo il colpo di mano dei militari. Da febbraio sono stati catturati 87 giornalisti; 51 sono ancora detenuti. Aung Kyaw e Zaw Zaw sono stati incarcerati in base all’articolo 505 del codice penale, che è stato modificato dopo il colpo di Stato e che criminalizza commenti e opinioni che “causano paura” o diffondono “fake news”.

Dal golpe 5.652 persone sono state arrestate e 845 sono state uccise dalla giunta militare, secondo i dati dell’Assistance Association for Political Prisoners (AAPP).

Il Governo di unità nazionale, che riunisce parlamentari deposti della Lnd e rappresentanti dei gruppi etnici, ha promesso il rimpatrio e la cittadinanza ai Rohingya che si dovessero unire al movimento per rovesciare i militari.

Il leader della giunta Min Aung Hlaing ha incontrato ieri il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Peter Maurer. “La gente in Myanmar ha urgente bisogno di assistenza e protezione”, ha dichiarato Maurer. Egli ha sollevato il problema "dell'uso della forza durante le operazioni di sicurezza” e ha chiesto un migliore accesso umanitario alle aree di conflitto. Il generale Hlaing non si è dichiarato disponibile ad accettare le richieste.

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