24/06/2022, 12.39
INDIAN MANDALA
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Delhi, stop ai veicoli pesanti per ridurre lo smog

di Alessandra De Poli

Il blocco sarà in vigore dal primo ottobre 2022 a fine febbraio 2023. Camionisti e autotrasportatori prevedono perdite di milioni di dollari. Ma nei mesi invernali l'aria della capitale diventa irrespirabile: solo nel 2019 sono morti 1,67 milioni di indiani a causa dell'inquinamento atmosferico.

New Delhi (AsiaNews) - La capitale indiana vieterà l’ingresso in città ai mezzi pesanti per 4 mesi, dal primo ottobre 2022 a fine febbraio 2023. Lo ha deciso ieri il governo di Delhi, che iIl 15 giugno aveva scritto agli Stati vicini dell’Haryana e dell’Uttar Pradesh di consentire il transito solo degli autobus che rispettano gli standard ambientali. 

La richiesta è stata inoltrata nel tentativo di tenere sotto controllo l’inquinamento atmosferico. Tra i 70 e gli 80mila camion entrano a Delhi ogni giorno. I veicoli che potranno continuare a transitare saranno quelli commerciali a metano, i camion elettrici e quelli che trasportano beni alimentari e carburante. Ma camionisti e associazioni di autotrasportatori si sono opposti alla decisione del governo, affermando che quattro mesi di blocco sono troppi e causeranno perdite per milioni di dollari: "Le aziende ne saranno colpite. Ciò avrà anche un impatto sulle entrate del governo e potrebbe culminare in un aumento dei prezzi di cibo, verdure e altri articoli", ha detto Rajendra Kapoor, presidente della All India Motor and Goods Transport Association.

La qualità dell’aria della capitale indiana è pessima e tende a peggiorare nei mesi invernali, quando lo stop al transito dei veicoli viene di solito stabilito per un massimo di 15-20 giorni tra novembre e dicembre. Non che la situazione sia migliore in estate: nei primi giorni di giugno la qualità dell’aria è sempre stata “bassa” o “molto bassa”, in base ai dati raccolti dal Central Pollution Control Board, mentre il mese di maggio è stato il peggiore degli ultimi tre anni.

In inverno la situazione si aggrava portando a disturbi polmonari tra la popolazione: si calcola che solo nel 2019 a causa dello smog siano morti 1,67 milioni di indiani e l’economia abbia perso 36,8 miliardi di dollari. 

A causare gli elevati tassi di inquinamento è una moltitudine di fattori: il Centro per la scienza e l’ambiente di Delhi ha calcolato che nel periodo immediatamente successivo al primo lockdown il traffico sia stato responsabile per il 50% della concentrazione di agenti inquinanti in città.

A contribuire sono però anche gli incendi: ogni anno gli agricoltori del Punjab e dell’Haryana bruciano le stoppie residue del raccolto precedente perché le macchine per farlo in maniera più “green” sono costose e richiedono molto tempo. Lo scorso inverno gli incendi sono stati particolarmente dannosi perché a causa dei monsoni prolungati si è ridotta la finestra in cui bruciare le stoppie dei raccolti di riso e grano.

Infine la posizione della città non aiuta: il cambiamento climatico ha modificato le traiettorie delle correnti d’aria e d’inverno la velocità dei venti che soffiano da ovest si riduce: sabbia e polveri provenienti dalle altre ragioni tendono così a depositarsi nella pianura in cui si trova Delhi, causando problemi agli occhi e alla respirazione.

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