22/01/2026, 12.03
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Hong Kong: al via il processo contro le veglie per piazza Tiananmen

Il sindacalista Lee Cheuk-yan, l'avvocatessa Chow Hang-tung e l'ex membro del Consiglio legislativo Albert Ho, in carcere da più di quattro anni, sono comparsi questa mattina in tribunale per la prima udienza di uno dei processi simbolo della battaglia per la democrazia a Hong Kong. Accusati di sovversione rischiano una condanna fino a 10 anni. La procura: “Non esistono mezzi legittimi per chiedere la fine della leadership del Partito Comunista in Cina”.

Milano (AsiaNews/Agenzie) - Dopo una catena di rinvii durata anni, questa mattina al tribunale di West Kowloon a Hong Kong si è aperto il processo al sindacalista Lee Cheuk-yan, all’avvocatessa Chow Hang-tung e all’ex membro del Consiglio legislativo Albert Ho, chiamati a giudizio per il loro ruolo nell’”Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina”, il movimento che dal 1989 e fino al 2019 ogni anno ha promosso a Victoria Park le veglie in memoria delle vittime del massacro degli studenti in piazza Tiananmen a Pechino.

Si tratta di uno dei processi più importanti contro i movimenti pro-democrazia di Hong Kong e -  non a caso – arriva proprio in coincidenza con l’epilogo di quello a Jimmy Lai, l’imprenditore cattolico, fondatore del quotidiano Apple Daily, già condannato a dicembre per “collusione con forze straniere” e “cospirazione a scopo di sedizione” e di cui ora si attende ormai solo l’annuncio della quantificazione della pena, che con ogni probabilità sarà l’ergastolo.

Lee Cheuk Yan (68 anni, figura molto legata alla comunità cattolica di Hong Kong) e Chow Hang-tung (40 anni, divenuta negli ultimi anni una delle voci più coraggiose nella critica della repressione) hanno già trascorso più di 1500 giorni in carcere prima di questo processo. Alberto Ho (74 anni, già presidente del Partito democratico) altri 1300. A presiedere la corte nel processo è sempre Alex Lee, lo stesso giudice scelto ad hoc dalle autorità di Hong Kong per i casi legati alla legge sulla sicurezza nazionale che ha condotto il lunghissimo dibattimento nei confronti di Jimmy Lai. Anche per questo nuovo processo sono previste almeno 75 udienze: è destinato quindi a durare mesi.

L’accusa sostiene che i tre imputati avrebbero istigato altre persone a organizzare, pianificare, compiere o partecipare ad atti illegali finalizzati a “sovvertire il potere dello Stato” con la richiesta della fine del sistema a partito unico del Partito Comunista cinese. Per il resto di Sovversione è prevista una pena massima di 10 anni di carcere.

Nell’udienza di oggi sono state confermate le due diverse strategie processuali: Albert Ho ha scelto di dichiararsi colpevole per ottenere uno sconto di pena, mentre Lee Cheu-yan e Chow Hang-tung hanno contestato il reato loro attribuito e dunque da lunedì affronteranno il dibattimento. Chow Hang-tun ha anche scelto di difendersi personalmente in tribunale, senza ricorrere a un altro avvocato; e già oggi ha mostrato l’intenzione di dare battaglia, cercando di andarsi a sedere in aula tra i banchi della difesa e non tra gli imputati, venendo per questo richiamata dal giudice Lee. Per il resto l’udienza è stata interamente impegnata dalla lunga requisitoria contro Ho nella quale la procura ha detto chiaramente che “non esistono mezzi legittimi per chiedere la fine della leadership del Partito Comunista in Cina”.

L’”Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina” fu fondata nel maggio 1989, in solidarietà con le proteste guidate dagli studenti a Pechino. In quelle settimane questa organizzazione promosse a Hong Kong - allora ancora colonia britannica - un grande concerto per la democrazia in Cina durante il quale vennero raccolti fondi a sostegno dei manifestanti. E proprio mentre Lee Cheu-yan si trovava a Pechino per consegnare questi soldi, il 4 giugno 1989 avvenne la brutale repressione dell’Esercito Popolare di Liberazione, con l’uccisione di centinaia di persone e un’ondata di arresti che pose fine alle proteste. Lo stesso Lee finì in carcere e fu costretto a firmare una “confessione” prima di essere espulso a Hong Kong.

Da allora per trent’anni l’Alleanza ha tenuto veglie annuali al Victoria Park per commemorare i fatti di piazza Tiananmen. Finché nel 2020, dopo le proteste del movimento pro-democrazia dell’anno precedente, le autorità di Hong Kong hanno colto il pretesto del Covid-19 per vietare l’iniziativa. L’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale, poi, nel luglio di quello stesso anno, ha reso un reato l’organizzazione di questo tipo di raduni. Il gruppo si è così sciolto nel 2021, insieme a decine di organizzazioni della società civile. E in concomitanza con il 4 giugno ora le autorità di Hong Kong organizzano ogni anno al Victoria Park una fiera commerciale per occupare lo spazio dove un tempo si svolgevano le manifestazioni in ricordo della strage di piazza Tiananmen.

"Questo processo non riguarda la sicurezza nazionale: si tratta di riscrivere la storia e punire coloro che si rifiutano di dimenticare le vittime della repressione di Tiananmen", ha dichiarato commentando l'inizio del processo Sarah Brooks, vicedirettrice regionale per l'Asia di Amnesty International. "Chow Hang-tung e Lee Cheuk-yan sono prigionieri di coscienza - ha aggiunto - incarcerati semplicemente per aver esercitato i loro diritti alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. Le autorità di Hong Kong devono rilasciarli immediatamente e senza condizioni".

 

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