23/02/2007, 00.00
CINA
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Il treno per Lhasa servirà a portare via le ricchezze minerarie del Tibet

La ferrovia per Lhasa, pubblicizzata da Pechino come un modo per sviluppare la zona, servirà a portare via le immense risorse minerarie, a vantaggio delle lontane industrie. Scoperti giacimenti che rendono il Tibet una regione ricca, ma si teme che non portino benessere ai tibetani.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La ferrovia Qinghai-Lhasa, pubblicizzata da Pechino come un modo per sviluppare il Tibet, renderà possibile lo sfruttamento delle enormi risorse minerarie della regione, che prima era troppo costoso trasportare.

All’inizio del mese il sito web del China Tibet Information, gestito dal governo, ha detto che nel 1999 oltre 1.000 ricercatori geologici, divisi in 24 gruppi, hanno esaminato l’altopiano tra il Qinghai e il Tibet e hanno trovato 16 grandi depositi di rame, ferro, piombo, zinco e altri minerali per un valore stimato di 128 miliardi di dollari. Ma resta ancora da esaminare circa la metà dei 2,6 milioni di kmq. della regione.

Questi giacimenti, se confermati, rendono il Tibet una delle zone più ricche del Paese. La Cina ha un bisogno immenso di rame e ferro, che importa ad alti prezzi, e si parla di depositi di 40 milioni di tonnellate di rame, 40 milioni di tonnellate di piombo e zinco e più di 1 miliardo di tonnellate di minerale con alta percentuale di ferro. Nel solo 2006 Pechino ha importato 326 milioni di tonnellate di ferro, il cui costo è più che triplicato in due anni soprattutto per la domanda cinese. L’agenzia statale Xinhua dice che è stato trovato un giacimento di rame stimato 18 milioni di tonnellate e si parla di giacimenti di rame pari a un terzo di tutti quelli già conosciuti nel Paese.

Zhang Hongtao, vice direttore del China Geological Survey, prevede che questi giacimenti potranno molto potenziare le risorse del Paese. Il direttore dell’ente, Meng Xianlai, ricorda che “la scarsità di risorse ha sempre limitato l’economia”.

La ferrovia aperta il 1° luglio, che collega il Qinghai al Tibet, ha suscitato le proteste dei tibetani, che la considerano un modo per aumentare il controllo cinese. Pechino ha sempre risposto di volere solo portare prosperità e sviluppo al territorio.

Ora Pechino appare molto attiva nel potenziare i trasporti verso il Tibet e sta realizzando nuove strade che si diramano dalla linea ferroviaria, come mostrano le immagini satellitari su Google. E’ anche in corso l’estensione della ferrovia da Lhasa all’occidentale Shigatse e ancora più avanti. Secondo esperti, nell’estremo occidente della regione ci sono giacimenti di petrolio e di gas e il deposito di rame Yulong, il 2° maggiore del Paese. Ma gli attivisti lamentano che, intanto, non si vedono miglioramenti per la situazione del Tibet, per il quale le spese per l’istruzione scolastica e l’assistenza sanitaria sono molto inferiori rispetto al resto della Cina.

Matt Whitticase di Free Tibet Campaign osserva che “la Cina non ha mai pensato che la ferrovia fosse utile per i tibetani”. La ong stima che il Tibet possieda circa il 40% delle risorse minerarie cinesi, compresi petrolio, carbone, uranio, oro e rame. Ma c’è il timore che non portino vantaggio alla popolazione tibetana, ma agli han di cui Pechino ha favorito l’immigrazione e che da tempo sono la classe dominante della regione.

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