In Corea del Sud le aree provinciali puntano sul nucleare per sopravvivere
In alcune contee i residenti locali stanno organizzando delle campagne per candidarsi a ospitare nuovi reattori atomici, nel tentativo di far fronte al calo economico e demografico. In cambio i comuni ricevono infatti sovvenzioni e fondi per lo sviluppo delle infrastrutture. Alcune associazioni però temono che la concentrazione di centrali aumenti il rischio di incidenti.
Seoul (AsiaNews) – I piccoli comuni della Corea del Sud stanno cercando di candidarsi per ospitare nuove centrali nucleari nel tentativo di arrestare il declino demografico e rilanciare le economie locali.
Il 26 gennaio la Korea Hydro & Nuclear Power, società controllata dall’ente pubblico Korea Electric Power., ha pubblicato un bando per individuare nuovi siti nucleari in cui invitava le amministrazioni locali a presentare candidature per ospitare due grandi reattori con una capacità complessiva di 2,8 gigawatt e un reattore modulare di piccola scala da 0,7 gigawatt. I comuni interessati dovranno presentare domanda entro il 30 marzo, allegando una risoluzione di consenso dei rispettivi consigli locali.
L’iniziativa è in accordo con la scelta del presidente Lee Jae Myung di rilanciare il nucleare per sostenere l’era dell’intelligenza artificiale, che richiede enormi quantità di energia per alimentare i data center.
In alcune zone la mobilitazione è partita ancora prima dell’annuncio ufficiale, racconta Korea Times. Nella contea di Ulju, a Ulsan, i residenti dell’area di Seosaeng hanno promosso incontri e conferenze stampa per sostenere la candidatura del territorio, che ospita già due reattori in funzione e altri due in costruzione. “La nostra contea soddisfa la maggior parte dei requisiti per un nuovo sito nucleare: stabilità geologica, accesso all’acqua per il raffreddamento, collegamenti alla rete elettrica e sicurezza operativa”, ha spiegato il comitato promotore. “Anche il consenso pubblico è un fattore importante, e i residenti di Seosaeng convivono con il nucleare da tempo, e hanno la maturità necessaria per valutare rischi e benefici”. Anche il presidente del consiglio della contea di Ulju, Choi Gil-young, ha espresso il proprio sostegno, affermando che l’opposizione a livello sarebbe ormai minima e che i residenti “conoscono in prima persona il livello di sicurezza delle centrali”.
I sostenitori dell’installazione di nuovi reattori nucleari si rifanno alla vicenda della contea di Yeongdeok, nella provincia del Gyeongsang settentrionale. Nel 2011 era stata designata come sito per una nuova centrale, ma il progetto venne cancellato nel 2017 dall’allora presidente Moon Jae-in, che era contrario al nucleare. Da allora Yeongdeok è diventata un simbolo dello spopolamento delle aree rurale: la popolazione è passata da oltre 41mila abitanti a circa 33mila. Oggi le autorità locali stanno preparando nuovi sondaggi tra i residenti perché, in caso di sostegno, intendono avviare una campagna per attrarre la centrale.
In un referendum locale del 2015 oltre il 90% dei partecipanti si era opposto al progetto. Ora, hanno sottolineato alcuni funzionari locali, la paura del declino economico e demografico pesa più dei timori legati al nucleare. “Lo sapremo con certezza solo dopo aver condotto un nuovo sondaggio, ma credo che il sostegno all'iniziativa sarà piuttosto alto”, hanno affermato.
I comuni che ospitano impianti nucleari ricevono una serie di sovvenzioni economiche e vantaggi fiscali, come fondi straordinari e investimenti in strade, welfare, scuole e servizi sanitari. Ulju, ad esempio, ha ottenuto 118 miliardi di won (circa 80 milioni di dollari) e un impegno di 10 miliardi l’anno per 60 anni, oltre a fondi destinati direttamente ai residenti versati direttamente dalla Korea Hydro & Nuclear Power. Si tratta di risorse che per molti territori rappresentano una delle poche possibilità di finanziare investimenti pubblici di lungo periodo ed evitare lo spopolamento verso le grandi città.
Anche la contea di Gijang, a Busan, e la città di Gyeongju hanno entrambe annunciato la volontà di ospitare nuovi reattori modulari, considerati più flessibili e moderni e una risposta “green” alla crisi climatica.
Sono tuttavia arrivate anche diverse critiche. Alcune associazioni hanno chiesto di fermare i nuovi progetti, sottolineando che le aree di Seosaeng e Gijang sono già densamente concentrate di reattori e che un’ulteriore espansione aumenterebbe i rischi in caso di incidente.
10/05/2017 10:55
22/02/2022 10:14





