26/11/2015, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, rispettare i diritti umani è l’unica strada per la pace sociale

di Mathias Hariyadi
La conferenza dello Human Right Cities, tenutasi nella capitale, ha riunito ministri del Paese e gruppi per i diritti umani. Attivista: “Questo movimento non è solo un’etichetta politica, ma il cuore del cambiamento delle nostre città”. Secondo dati del 2013, ben 542 casi di violazioni sono imputabili al governo. Il ministro per i Diritti umani ha annunciato misure politiche in 490 distretti a favore della popolazione.

Jakarta (AsiaNews) – Aumentare l’impegno politico per promuovere i diritti umani nelle città, nei distretti e in tutto il Paese, adottando sistemi che rispettino i cittadini e salvaguardino la loro dignità. È il fulcro della conferenza nazionale del movimento Human Right Cities, tenutosi oggi a Jakarta con la partecipazione dei ministri dell’Interno e dei Diritti umani indonesiani e diversi gruppi di attivisti che operano nell’arcipelago. Yasonna Laoly, ministro dei Diritti umani, ha annunciato che le direttive decise durante la conferenza saranno adottate in 490 distretti dell’Indonesia.

All’incontro hanno partecipato anche i gruppi Infid, National Human Right Commission (Komnas Ham) e Elsam. Indriaswati  Dyah Saptaningrum, direttore di Elsam, nel suo intervento ha spiegato che Human Right Cities deve essere prima di tutto considerato come un movimento politico, più che un “concetto generico” di sviluppo delle città: “Tutto si gioca nell’impegno politico di tutti gli stakeholder nelle città e nei distretti di voler agire a favore diritti umani o no”.

Sugeng Bahagio, direttore di Infid, ha aggiunto che Human Right Cities non è solo un’etichetta politica ma è il “cuore” del cambiamento delle città, affinché vi siano condizioni di vita sempre migliori.

Il presidente di Komnas Ham ha posto l’attenzione sull’urgenza di prendere provvedimenti politici a favore dei diritti umani, ricordando che, secondo uno studio basato su dati del 2013, ben 542 casi di violazione di diritti sono imputabili ai governi locali. I più frequenti sono esproprio di terre, danneggiamento ambientale, malfunzionamento dei servizi pubblici e altri problemi di ordine sociale.

Durante la conferenza sono stati elencati anche episodi in cui l’aumento dei diritti umani ha portato beneficio alle comunità. Fahmi Hidayat, cittadino di Wonosobo, ha spiegato che il suo paese non ha mai registrato conflitti sociali negli ultimi dieci anni: “Questo è avvenuto perché il capo del distretto di Wonosobo ha applicato un approccio basato sul rispetto dei diritti umani”.

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