20/09/2012, 00.00
INDONESIA
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Java centrale: minacce di chiusura per le scuole cattoliche che non insegnano l’islam

di Mathias Hariyadi
Riunione straordinaria fra i vertici del distretto di Tegal e i rappresentati cattolici. Suor Madeleine respinge le accuse e conferma la politica degli istituti, che accolgono studenti dalla materna alle superiori. Una decisione condivisa dai genitori di alunni musulmani, che difendono l’autonomia delle scuole.

Jakarta (AsiaNews) - Torna a far discutere in Indonesia la richiesta di inserire l'insegnamento dell'islam negli istituti cattolici, una vicenda emersa qualche mese fa quando il dipartimento dell'istruzione del distretto di Tegal, nello Java centrale, ha lanciato una sorta di "avvertimento" alla scuola di San Pio perché non prevede ore di religione islamica, specifiche per studenti musulmani. Ieri le autorità locali hanno convocato suor Madeleine, delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore, ad un incontro straordinario della giunta distrettuale, per discutere di nuovo della questione. La religiosa presiede la Asti Dharma Foundation, istituzione che regge le diverse scuole di San Pio, che vanno dalle elementari alle superiori, passando per gli istituti professionali.

Nell'incontro di ieri con i vertici dell'amministrazione di Tegal, la suora ha mostrato tutta la sua eloquenza e caparbietà, grazie anche al sostegno morale e politico di decine di avvocati cattolici e di p. Frans Widyanatardi Pr., responsabile della parrocchia del Sacro Cuore.

La diatriba sull'insegnamento dell'islam agli studenti musulmani è stato sollevato in passato dal dipartimento per l'Istruzione, poi rilanciato dall'ufficio degli Affari religiosi fino a che i media locali - radio e tv - hanno reso la vicenda di dominio pubblico. La situazione si è fatta critica quando sono giunte decine di minacce e avvertimenti nei confronti delle suore delle scuole di San Pio, a rischio chiusura in caso di mancato adeguamento alle richieste avanzate.

In risposta, suor Madeleine ha ricordato che vi sono solo due musulmani nella scuola materna di San Pio, altri nove alle elementari, 12 alle medie e altri nove alle superiori. Questo, a fronte di un numero di alunni - spiega ad AsiaNews p. Frans, anch'egli presente all'incontro - che è di circa 1.400.

A difesa della scuola cattolica scendono in campo anche i genitori musulmani, che non credono alle "numerose" richieste di chiusura degli istituti in caso di mancato insegnamento dell'islam. Il signor Charles Sinaga, musulmano, padre di un figlio che frequenta le scuole medie, si chiede "chi sarebbero queste persone" che, secondo il dipartimento dell'Istruzione di Tegal, hanno "invocato l'insegnamento dell'islam agli studenti musulmani", visto che gli scritti sono anonimi o molto vaghi. Egli ricorda anche che "solo i genitori" sono "moralmente autorizzati" ad avanzare "simili richieste".

Vale qui ricordare che in Indonesia, a differenza che in altre nazioni, l'insegnamento della religione è obbligatorio per disposizioni di legge. Tuttavia, gli istituti cattolici da sempre prevedono solo lezioni di religione cristiana, non di islam o altre fedi. Del resto l'insegnamento non ha alcuno scopo di proselitismo e non intende "convertire" gli studenti non cristiani. E se avviene qualche richiesta di battesimo dagli alunni, essa deve essere seguita dal consenso legale dei genitori. In ogni caso, fra gli alunni degli istituti cattolici che decidono di convertirsi la grande maggioranza sono indonesiani di origine cinese, che hanno abbandonato la "fede nativa" - e non l'islam - per abbracciare il cattolicesimo. 

 

 

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