03/06/2015, 00.00
PAKISTAN
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Karachi, spacciatori armati minacciano un pastore pentecostale: vogliono la terra della chiesa

di Shafique Khokhar
Gli assalitori appartengono alla mafia locale che spaccia droga e alcolici. Sono conosciuti perché si impadroniscono dei terreni delle minoranze religiose. Un membro del comitato esecutivo della chiesa denuncia la corruzione della polizia locale. La Commissione nazionale Giustizia e Pace ha organizzato un incontro per un accordo tra le parti.

Karachi (AsiaNews) - Il 29 maggio scorso un gruppo di spacciatori armati ha fatto irruzione nella Jerusalem Church a Nazimabad (un quartiere nel centro di Karachi) e ha minacciato il pastore Faheem di prendere il terreno della chiesa. Gli assalitori appartengono alla mafia locale, che spaccia sostanze stupefacenti e alcolici proprio di fronte la chiesa. Il gruppo ha imposto alla comunità cristiana di liberare il territorio attorno alla chiesa entro due giorni. In caso contrario, avrebbero aperto il fuoco contro i fedeli o fabbricato false accuse di blasfemia contro di loro.

La comunità cristiana è spaventata e teme ritorsioni da parte dei criminali. La maggior parte dei fedeli appartiene a famiglie molto povere e lavora come inservienti o domestici nelle case delle famiglie ricche. Nel quartiere gli spacciatori sono conosciuti per i loro commerci illegali e l’appropriazione illegale dei terreni. Si tratta di Fareed Pathan - il capo - e i sodali Haider Pathan, Subhan Pathan,  Muzafar Pathan e Garari Pathan, tutti esponenti della comunità islamica “pastun”. Conducono i loro affari accanto la chiesa pentecostale. Deridono le donne cristiane che si recano a pregare e le insultano con termini offensivi e violenti.

Un membro del comitato esecutivo della Jerusalem Church, riferisce ad AsiaNews: “Siamo andati alla stazione di polizia di Rizvia per denunciare gli spacciatori ma la polizia non ha voluto collaborare con noi. C'è un vice ispettore colluso con il gruppo mafioso e agisce a danno della comunità cristiana per ottenere vantaggi economici. Non abbiamo fiducia nella polizia”.

Kashif Aslam, coordinatore della Commissione nazionale Giustizia e Pace (Ncjp), afferma: “Il tema dell’appropriazione delle terre non è nuovo per la comunità cristiana, soprattutto nella regione del Sindh. Ci sono migliaia di casi in attesa nelle corti giudiziarie sui cimiteri, i templi e le chiese delle minoranze religiose”. Infatti la comunità cristiana viene sottoposta a continue vessazioni in Pakistan, come testimonia il terribile attentato nei confronti di due chiese di Lahore avvenuto il 15 marzo scorso e le minacce di morte contro un leader cristiano, la cui colpa sarebbe la costruzione di alcune chiese.

La Commissione è intervenuta nella vicenda e l’1 giugno ha organizzato un incontro tra il comitato religioso e gli spacciatori. Entrambe le parti hanno deciso di non nuocere all’altra. In base all’accordo verbale i mafiosi hanno assicurato che non faranno del male a nessuno, ma la comunità è ancora sotto shock. William Boota, membro del comitato esecutivo della Jerusalem Church, riporta: “All’incontro con gli spacciatori hanno partecipato anche esponenti politici. La questione sembra risolta ma nella comunità c’è ancora paura perché incontri simili sono avvenuti anche negli ultimi due anni. Ma dopo un po’ i mafiosi ricominciano a recare danno ai fedeli”. “Possa il Signore condurli sulla via della verità e riportare la pace, perché noi non siamo in grado di affrontare simili offese. Dio sia con tutti noi”, conclude il religioso.

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