10/06/2022, 13.05
MALAYSIA
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Kuala Lumpur abolisce la pena di morte

di Steve Suwannarat

Il dibattito durava dal 2018 e ora il governo prevede una più ampia riforma del sistema penale. Il 73% dei detenuti nel braccio della morte era stato condannato per traffico di stupefacenti. Altri Paesi del sud-est asiatico continuano a portare a termine esecuzioni capitali.

Kuala Lampur (AsiaNews) - Oggi il governo della Malaysia ha confermato l’abolizione della pena di morte, sanzione prevista per 33 diversi reati e applicata in via obbligatoria per 11 di questi considerati di particolare rilevanza criminale o sociale. Il dibattito a riguardo durava almeno dal 2018 e si è concluso l’8 giugno scorso con l’analisi del rapporto sulle pene alternative presentato al gabinetto governativo. La recente decisione è parte di una più ampia riforma del sistema penale che va dalle fasi istruttorie fino alla realtà degli istituti di pena.

A dare l’annuncio è stato il ministro Wan Junadi Tuanku Jaafar, che agisce con le funzioni di ministro della Giustizia e che ha spiegato che la pena capitale sarà sostituita da altre sanzioni a discrezione dei giudici.

Inoltre, con quella che Wan Junaidi ha indicato come “un’azione di alto significato per assicurare che gli emendamenti alle leggi pertinenti accolgano i principi di ‘proporzionalità’ e costituzionalità in qualunque successiva proposta al governo”, saranno condotti ulteriori approfondimenti in collaborazione con la Camera del Procuratore generale, la divisione per gli Affari legali del Dipartimento del primo ministro e altri ministeri e dipartimenti coinvolti.

Gli studi del governo prenderanno in esame le sentenze alternative per gli 11 reati per i quali finora la pena di morte era obbligatoria, tra cui, ha indicato il ministro, il traffico di stupefacenti. Le consultazioni riguarderanno anche i 22 altri reati per i quali la decisione di comminare la pena capitale era affidata ai giudici.

Secondo Amnesty International, sono state 469 le esecuzioni dall’indipendenza della Malaysia nel 1957 e sarebbero 1.281 i detenuti nel braccio della morte, il 73% dei quali condannati per reati di droga.

Tra i 10 Paesi dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) di cui la Malaysia è tra i Paesi fondatori, soltanto le Filippine e la Cambogia hanno abolito la pena capitale, mentre per altri tre (Brunei, Laos e Myanmar) la sospensione delle esecuzioni da almeno 25 anni sembrava avere aperto all’abolizione di fatto.

Tuttavia, il regime militare che controlla il Myanmar da febbraio 2021 ha recentemente annunciato che procederà con l’esecuzione della sentenza di morte per quattro leader dell’opposizione. Ma anche nei restanti Paesi Asean sono state eseguite pene capitali negli ultimi anni.

Oltre alla Malaysia, Indonesia, Singapore, Thailandia, Vietnam e Timor Est (che ha ancora il ruolo di osservatore in attesa di entrare a pieno titolo nell’associazione), avevano già abolito la pena capitale.

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