04/06/2022, 10.00
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L’Antica Chiesa dell’Est elegge il patriarca e frena sulla riunificazione

La scelta è caduta sul reggente Mar Yacoub III Daniel, già metropolita di Australia e Nuova Zelanda, oltre ad aver servito in Siria. Egli succede a Mar Addai II Gewargis, scomparso a febbraio. Fonti interne riferiscono di una battuta di arresto nei dialoghi sulla possibile riunificazione con la Chiesa Assira dell’Est. 

Baghdad (AsiaNews) - L’Antica Chiesa dell’Est ha un nuovo patriarca, eletto all’interno di un sinodo lampo durato soli due giorni e che si è tenuto fra fine maggio e inizio giugno a Chicago, negli Stati Uniti. Dall’incontro fra le massime cariche della Chiesa orientale sembra arrivare anche un freno - forse non definitivo, ma certo un duro colpo - alla faticosa e difficile opera di riunificazione con la Chiesa Assira dell’Est. Una prospettiva che aveva ripreso vigore, con un moderato ottimismo iniziale, in seguito all’annuncio dei dialoghi fra le due realtà avviati il 9 maggio scorso nella metropoli del Nord America.   

Il nuovo patriarca dell’Antica Chiesa dell’Est, e successore del defunto Mar Addai II Gewargis scomparso nel febbraio scorso, è Mar Yacoub III Daniel. Egli stava già ricoprendo l’incarico di reggente del seggio patriarcale in questa fase di latenza, oltre a essere metropolita di Australia e Nuova Zelanda, nazioni in cui era arrivato nel 2005 dopo aver servito come vescovo in Siria. Alcune fonti ecclesiastiche locali affermano che la cerimonia di intronizzazione è in programma a Baghdad, capitale dell’Iraq e sede patriarcale, il prossimo 19 agosto. 

Secondo quanto sottolinea il sito Baghdadhope, il sinodo di breve durata rispetto ai tempi canonici di queste assisi, si è tenuto nella stessa città in cui il 9 maggio era iniziato l’incontro tra i vertici della chiesa e quelli della Chiesa Assira dell’Est “per esplorare la possibilità di riunificazione”. Una frattura che si era consumata dopo decenni di contrasti con lo scisma del 1968, quando “divergenze di diversa natura terminarono con la creazione dell’Antica Chiesa dell’Est” che ha nominato nei giorni scorsi il suo terzo patriarca. 

Per quanto riguarda i dialoghi sulla riunificazione, pur non risultando dichiarazioni ufficiali delle due Chiese, da fonti bene informate - rilanciate da siti e pagine social - prendono sempre più quota voci di “fallimento” circa un tentativo di riunione. Studiosi di questioni ecclesiastiche invitano a prendere queste notizie con tutte le tutele del caso, fino ad una eventuale conferma o smentita ufficiale della notizia. Tuttavia, sulla vicenda si è espresso in via informale il vescovo di Chicago e segretario del sinodo della chiesa Antica dell’Est Mar Gewargis Younan, il quale ha spiegato i motivi di maggiore contrasto. 

Per il vescovo, fra le due realtà restano delle divergenze sul nome della futura chiesa nata dall’unione delle due, il calendario liturgico comune, il procuratore generale del patriarca. Su quest’ultima carica, la più importante, non vi è stato sinora nemmeno un accenno di confronto e il nodo è tutt’altro che semplice da sciogliere. Vi è poi la questione del rapporto con le altre chiese, fra le quali la cattolica romana di cui entrambe non riconoscono l’autorità. A dispetto dello stallo nei colloqui, il cui esito è sinora negativo, Mar Gewargis Younan precisa che si è deciso di “continuare a lavorare” nella direzione della riunificazione. 

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