21/12/2013, 00.00
SIRIA - ONU - IRAN
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Lakhdar Brahimi: "Incerta" la partecipazione dell'Iran a Ginevra II

Per gli Stati Uniti la presenza di Tehran "non è la cosa giusta". L'inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba aggiunge però che "l'Iran non è ancora fuori dai giochi", e potrà comunque fare la sua parte anche non partecipando in modo ufficiale. Il ministro iraniano degli Esteri, sostiene "una soluzione politica" al conflitto siriano. Le frange ribelli più islamiste sono ancora contrarie alla Conferenza di pace.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - È ancora incerta la presenza dell'Iran alla Conferenza di pace per la Siria, in programma a Montreaux (città a nordest di Ginevra) il prossimo 22 gennaio. Lo ha reso noto nella tarda serata di ieri Lakhdar Brahimi, inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba, dopo una serie di colloqui con funzionari di Stati Uniti e Russia, in preparazione di Ginevra II. "Non è un segreto - ha dichiarato Brahimi ai giornalisti - che noi delle Nazioni Unite siamo favorevoli alla partecipazione dell'Iran, ma i nostri alleati Usa non sono ancora convinti che la presenza di Tehran sia la cosa giusta".

Un funzionario Usa ha dichiarato ieri - in forma anonima - che "gli Usa trovano difficile immaginare l'Iran a questa conferenza". Tuttavia, l'inviato di Onu e Lega Araba ha sottolineato che "al momento Tehran non è ancora fuori dalla lista", e che i colloqui proseguiranno. "Sono convinto - ha aggiunto - che [l'Iran] potrà avere uno spazio anche se non parteciperà in via ufficiale alla conferenza".

La stessa Tehran non ha posto vincoli. In un colloquio telefonico avuto questa mattina con Brahimi, Mohammad Javad Zarif, ministro iraniano degli Esteri, ha ribadito la necessità di "una soluzione politica" al conflitto, che negli ultimi tre anni è costato la vita ad almeno 126mila persone. Parlando della conversazione intercorsa, l'inviato di Onu e Lega Araba ha riferito che "se fosse possibile, [l'Iran] vorrebbe venire a Ginevra, ma in caso contrario sosterranno comunque il processo di pace e lavoreranno con noi".

La Russia, alleato chiave del presidente siriano Bashar al-Assad, ha promosso la partecipazione dell'Iran al tavolo dei colloqui.

Oltre alla questione iraniana, c'è ancora incertezza sui delegati che rappresenteranno le due "fazioni" siriane a Ginevra II. Secondo quanto riferito da Brahimi, "il governo ha già formato la sua delegazione, che verrà resa pubblica nei prossimi giorni". Al termine dei colloqui di ieri, le agenzie di stampa russe hanno riferito che a guidare la delegazione di Damasco dovrebbe essere Walid Muallem, ministro siriano degli Esteri.

Intanto, l'opposizione siriana continua a essere divisa tra la Coalizione nazionale siriana, sostenitrice della Conferenza di pace, e le frange ribelli islamiste, per le quali dialogare con il regime di Assad sarebbe "un tradimento". Ieri il Free Syrian Army - un tempo l'opposizione armata più forte, ora relegata al margine dai fondamentalisti islamici - ha chiesto "unità" tra le fila dei ribelli.

 

 

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