10/05/2026, 13.18
VATICANO
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Leone XIV: 'Quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi'

Papa al Regina Caeli: "Cessi ogni violenza nella Regione del Sahel". Il grazie alle Isole Canarie per aver concesso lo sbarco alla nave da crociera col focolaio di hantavirus. Il saluto a Tawadros II e alla Chiesa copta nella Giornata dell'amicizia copto-cattolica. Festa della Mamma: "Preghiamo per ogni mamma, specialmente quelle che vivono in condizioni difficili". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Stamane, dopo la recita del Regina Caeli dal Palazzo Apostolico Vaticano, papa Leone XIV ha espresso preoccupazione per i conflitti dimenticati del mondo. Ha ricordato le violenze nella Regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali. Che sta vivendo una escalation di morte e brutalità da scontri intercomunitari e attacchi jihadisti. “Assicuro la mia preghiera per le vittime e la vicinanza a quanti soffrono. Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggio ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra”, ha detto davanti a circa 25mila fedeli in piazza San Pietro.

Sempre dopo il Regina Caeli il papa ha ringraziato “la popolazione delle Isole Canarie per la sua tradizionale ospitalità, che ha permesso l’approdo della nave da crociera ‘Hondius’ con a bordo i malati di hantavirus”. L’imbarcazione è approdata al porto di Tenerife, dopo lo scoppio di un focolaio a bordo. “Sono lieto di potervi incontrare il mese prossimo in occasione della mia visita”. 

Inoltre, Prevost ha ricordato la Giornata dell’amicizia copto-cattolica, che si celebra ogni 10 maggio. “Rivolgo un saluto fraterno a Sua Santità Papa Tawadros II e assicuro la mia preghiera a tutta l’amata Chiesa copta, nella speranza che il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo, che ci ha chiamato ‘amici’”, ha affermato. Leone XIV ha anche ricordato la Festa della Mamma: “Per intercessione di Maria, la Madre di Gesù e nostra, preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili”. 

Prima della recita del Regina Caeli, Leone XIV ha commentato il Vangelo del giorno (Gv 14,15-21). Le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli - “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv 14,15) - sciolgono un “equivoco”: “l’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti”. “Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia”, ha affermato. “Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubbiosa”

“Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi - ha continuato il papa -. Accade come per la vita: solo chi l’ha ricevuta può vivere, e così solo chi è stato amato può amare. I comandamenti del Signore sono perciò un ordine di vita che ci risana da falsi amori; sono uno stile spirituale, che è via alla salvezza”. 

Per questo motivo le persone non sono sole nelle prove della vita; con loro c’è il Signore con il suo amore. Tale “dono” il mondo è incapace di riceverlo “finché si ostina nel male che opprime il povero, esclude il debole, uccide l’innocente. Chi invece corrisponde all’amore che Gesù ha verso tutti, trova nello Spirito Santo un alleato”, ha detto. Dio si può testimoniare “sempre e dovunque”. 

Infine, il papa ha spiegato che “contrapporre l’uomo a Dio e gli uomini tra loro” è “proprio l’opposto di quel che fa Gesù, salvandoci dal male e unendoci come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa”. 

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