A Shenzhen tribunali più efficienti con l’AI: +50% di casi, ma restano dubbi e squilibri
Nella "Silicon Valley cinese" impennata nel numero dei casi trattati nel 2025 rispetto all'anno precedente, superando la media nazionale. Le linee guide del tribunale di Shenzhen sottolineano che l'intelligenza artificiale non deve sostituire i giudici. La mancanza di standard nazionali uniformi, potrebbe accentuare le disuguaglianze tra le varie aree della Cina.
Shenzhen (AsiaNews) – L’intelligenza artificiale è sempre più presente nei tribunali cinesi. Nella città di Shenzhen, considerata la “Silicon Valley” del Paese, i giudici hanno gestito il 50% di casi nel 2025 in più rispetto all’anno precedente grazie a un sistema sperimentale basato sulle applicazioni dell'AI. A renderlo noto è stato il Tribunale intermedio del popolo di Shenzhen, che ha aggiunto che il modello sarà ora esteso a decine di altri centri urbani.
Secondo i dati ufficiali, ogni giudice ha trattato in media 744 casi nel 2025, con un aumento di 249 procedimenti rispetto al 2024. Si tratta di un livello di produttività superiore anche alla media provinciale del Guangdong, con 261 casi in più per magistrato, e circa il doppio rispetto alla media nazionale di 354 casi registrata nel 2024.
Il sistema, sviluppato nel 2024, è il primo strumento di assistenza giudiziaria intelligente in Cina basato su modelli linguistici di grandi dimensioni specializzati per il settore legale. La piattaforma per il momento è in grado di coprire 85 procedure giudiziarie nei contenziosi civili, amministrativi e penali, e di gestire il deposito dei casi, la loro revisione, le udienze e la preparazione dei documenti.
“Mentre tutti stanno ancora discutendo se l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata nel campo della giurisprudenza, universalmente riconosciuto come di grande importanza, noi abbiamo già fornito una risposta concreta”, ha rivendicato il vicepresidente del tribunale, Kuang Xiaohua, intervenendo a una conferenza sull’intelligenza artificiale il 27 aprile. Anche il presidente della Corte Suprema, Zhang Jun, aveva parlato di “risultati eccellenti” a marzo in riferimento al programma, che è già stato adottato in 23 tribunali intermedi e locali distribuiti in 11 province.
Nonostante l’entusiasmo, le autorità giudiziarie insistono comunque sul fatto che l’intelligenza artificiale non possa sostituire il ruolo dei giudici. Il tribunale di Shenzhen ha precisato che la responsabilità delle decisioni resta sempre in capo ai magistrati. L’indicazione si trova nelle linee guida pubblicate in collaborazione con alcuni istituti di ricerca il 21 aprile per chairire i limiti d’uso della tecnologia.
“Pur incoraggiando pratiche innovative, tale attuazione dovrà anche evitare con determinazione l’errata convinzione che le macchine sostituiscano i giudici”, si legge nel documento del Tribunale intermedio, che mette in guardia anche sui “rischi significativi” legati all’impiego dell’AI, tra cui lo scarico di responsabilità, gli errori nell’interpretazione delle normative, le deviazioni dalle procedure legali e possibili violazioni dei dati.
Le stesse linee guida stabiliscono che l’intelligenza artificiale non può essere utilizzata per l’emissione di sentenze o decisioni finali, né può essere addestrata con dati non verificati o integrata con componenti privi di adeguati controlli di sicurezza e conformità.
Anche la diffusione del programma pone alcuni problemi, perché in assenza di standard uniformi a livello nazionale ogni tribunale è chiamato a sviluppare soluzioni proprie. Il rischio è che il modello possa risultare efficace solo a Shenzhen, perché è la città dove si concentrano le società che sviluppano le nuove tecnologie, mentre non è detto che nel resto del Paese si riesca a trovare il personale con competenze tecniche e giuridiche adeguate per replicare il modello.
“L’intelligenza artificiale è sicuramente utile, ma non può sostituire l'elemento più importante in un processo: l'equità e l'imparzialità del giudice”, ha affermato Hao Yachao, avvocata di Pechino. Anche perché i limiti del sistema giudiziario cinese, contraddistinto da una certa rigidità e dalla mancanza di una piena indipendenza della magistratura, non possono certo essere risolti dall’automazione.
17/11/2025 08:38





