Manila piange suor Eva, religiosa e chirurgo al servizio dei poveri
La religiosa, vincitrice del Ramon Magsaysay Award, è scomparsa il 14 aprile scorso all’età di 85 anni. Nel 1986 ha fondato la missione di Nostra Signora della Pace e istituito cliniche sanitarie gratuite, che hanno curato decine di migliaia di bisognosi in modo gratuito. La sua compassione celebrata come uno dei pilastri sui quali “fondare la nazione”.
Manila (AsiaNews) - La Chiesa cattolica e le filippine piangono la scomparsa di suor Eva Fidela Maamo, religiosa e chirurgo, già vincitrice nel 1997 del premio Ramon Magsaysay (il Nobel asiatico), che ha speso la propria vita donandosi a favore dei poveri e morta il 14 aprile scorso a 85 anni. Missionaria instancabile, attenta alle fasce più deboli ed emarginate della popolazione, era monto conosciuta nel Paese non solo all’interno della comunità ecclesiastica.
Ricordando l’assegnazione del premio e l’attività della religiosa, i responsabili del Magsaysay Award hanno sottolineato in una nota che “la nazione piange la sua scomparsa, riconoscendo la sua vita dedicata al servizio dei poveri”. Secondo la Fondazione che fa capo all’ambito riconoscimento, fra i più importanti del continente, la religiosa ha rappresentato un “esempio straordinario nel portare assistenza umanitaria e cure mediche ai filippini più poveri”.
“Ha dato vita alla Fondazione della Missione di Nostra Signora della Pace nel 1986. Ha istituito cliniche sanitarie gratuite in dieci comunità di abusivi, ha sfamato bambini malnutriti, ha dato rifugio a giovani di strada e donne maltrattate e ha avviato programmi di sostentamento che hanno restituito dignità ai più vulnerabili. Le sue missioni medico-chirurgiche - prosegue la dichiarazione della Ramon Magsaysay - ha portato dottori, infermieri e dentisti volontari in comunità remote in tutto il Paese. Hanno curato decine di migliaia di persone gratuitamente”.
Suor Eva, membro della Congregazione delle Suore di Saint Paul de Chartres, nel 1974 si è offerta volontaria per aiutare a fondare una missione medica sulle rive del lago Sebu a Mindanao, nel sud delle Filippine. Una iniziativa di assistenza rivolta a favore delle realtà indigene come i T’boli, i Manobo e altre popolazioni montane delle zone circostanti. Nonostante la carenza di molte forniture mediche nelle zone rurali, la religiosa ha compiuto veri e propri miracoli di improvvisazione, operando alla luce di una torcia elettrica e sostituendo l’acqua di cocco al destrosio.
A partire dagli anni ’80, la suora ha gestito ambulatori sanitari gratuiti in dieci baraccopoli di Manila, ha fornito quotidianamente pasti nutrienti a bambini malnutriti e ha fondato un ospedale caritatevole per i poveri di Manila. Attraverso la Missione di Nostra Signora della Pace, da lei fondata nel 1986, ha aiutato le comunità bisognose in tutta la capitale.
Inoltre, suor Eva ha avviato programmi di sostentamento e microcredito per aiutare gli adulti indigenti a passare dall’accattonaggio al lavoro. Nei rifugi della sua missione, i bambini di strada e le donne maltrattate trovano un luogo di riparo e un porto sicuro. Grazie al programma di borse di studio, centinaia di giovani poveri hanno potuto frequentare la scuola.
La suora aveva uno spirito indomito, guidava con l’esempio più che con la parola e ispirava i suoi volontari a sopportare missioni lunghe ed estenuanti nelle zone rurali. Quanti hanno collaborato con lei hanno saputo portare avanti interventi chirurgici estenuanti semplicemente perché, hanno confessato, “suor Eva continuava ad andare avanti”. “Attraverso una vita interamente dedicata ai ‘più piccoli dei Suoi fratelli’, ha dimostrato - conclude la nota - che la compassione, resa concreta e coraggiosa, è essa stessa una forma di costruzione della nazione”.
Suor Eva era nata il 17 settembre 1940 a Liloan, nella provincia di Leyte Meridionale. Ha studiato alla Facoltà di medicina Velez di Cebu, nelle Filippine centrali, e ha esercitato la professione nella clinica di famiglia a Liloan. Quando all'inizio degli anni ‘90 si sono verificati una serie di terremoti e inondazioni, la religiosa ha guidato squadre mediche nelle regioni devastate. All’indomani dell'eruzione del Monte Pinatubo nel 1991, sulle montagne Zambales a Luzon nelle Filippine, ha dato vita a un progetto di reinsediamento globale per aiutare centinaia di Aeta sfollati, un popolo ingegnoso, fornendo loro i mezzi per ricominciare una nuova vita.
E ancora, quattro volte all’anno guidava missioni mediche di una settimana in località remote in tutto l’arcipelago. Nel corso degli anni, 40mila pazienti indigenti sono stati curati dai suoi medici, infermieri e dentisti volontari. In missioni simili, lei e altri chirurghi filippini hanno rimosso tumori, riparato palati fessurati, operato di cataratta e curato una miriade di altri disturbi in migliaia di interventi gratuiti, lavorando dall’alba al tramonto in sale operatorie improvvisate. Ispirata dall'insegnamento di Gesù a prendersi cura dei “più piccoli dei miei fratelli”, la suora si è dedicata ai bisogni dei poveri incarnando appieno il valore della misericordia cristiana. Tanto che era solita affermare che, per lei, “lavorare con i poveri era una gioia”.





