25/10/2017, 13.58
VIETNAM- VATICANO
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Mons. Girelli, un pastore buono e nobile per il Vietnam

di Quoc Tuan

Gli anni della missione del primo nunzio in Vietnam, ora nominato in Israele. Momenti di un impegno difficile. Grazie ai rapporti bilaterali così rafforzati, la Chiesa cattolica vietnamita sperava che ci sarebbe stata una vera libertà religiosa per la nomina di vescovi e sacerdoti, la costruzione dei luoghi di preghiera.

Ho Chi Min City (AsiaNews) – “Voi sarete sempre nel mio cuore, nel mio amore”. Mons. Leopoldo Girelli ha salutato con queste parole, il 14 ottobre, i vietnamiti, al termine di una missione iniziata il 30 gennaio 2011, quando papa Benedetto XVI lo nominò primo rappresentante “non residente” della Santa Sede in Vietnam.

Grazie ai rapporti bilaterali così rafforzati, la Chiesa cattolica vietnamita sperava che ci sarebbe stata una vera libertà religiosa per la nomina di vescovi e sacerdoti, la costruzione dei luoghi di preghiera. E anche che il governo avrebbe emanato elaborato una legge sui terreni più ragionevole per la quale le autorità locali non hanno i diritto di appropriarsi dei beni della Chiesa.

In realtà, in quanto nunzio non residente in un Paese socialista, l’arcivescovo Girelli non aveva piena libertà di entrare in Vietnam per svolgere le sue funzioni pastorali e di rappresentanza, ma doveva informare il governo e le Chiese locali su tempi, luoghi e scopi della sua permanenza. In proposito, il vescovo Nguyễn Chí Linh, vice presidente della Conferenza episcopale, il 20 aprile 2011 in occasione di una visita di mons. Girelli ad Hanoi, su invito dei vescovi, affermò che “è la prima volta che sento parlare di un ‘rappresentante non residente’ della Santa Sede. Finora la Chiesa del Vietnam non conosceva il suo status diplomatico. E sinceramente non capisco come il rappresentante non residente della Santa Sede abbia una qualche autorizzazione o relazione con la Chiesa locale e lo Stato”.

Il Ministero degli esteri del Vietnam annunciò il 21 aprile 2011 che “il nunzio non residente della Santa Sede Vaticana in Vietnam è venuto per il primo viaggio di lavoro e ha visitato il Ministero. Ricevendolo, Bùi Thanh Sơn, vice ministro degli Esteri, ha affermato la “coerente politica” del partito e del governo comunista del Vietnam al rispetto del diritto alla libertà di opinione e di religione delle persone, all'uguaglianza tra le religioni e il ruolo attivo dei cattolici vietnamiti nello sviluppo economico e nella vita sociale.

Quella fu la prima volta che mons. Girelli ha visitato w lavorato con la Chiesa cattolica vietnamita e che ha preso parte alla annuale conferenza dell’episcopato. Su invito della Conferenza episcopale poté compiere la prima visita dal 18 aprile all’1 maggio 2011 e poté anche partecipare all’apertura dei lavori della Conferenza, che si svolgeva nel Centro pastorale della diocesi di Saigon dal24 al 29 aprile.

Ha potuto visitare 26 diocesi

Da allora fino al 14 ottobre 2017, l’arcivescovo Girelli ha potuto visitare 26 diocesi, lavorando insieme con i vescovi e celebrando messa per milioni di fedeli. Per mantenere buoni rapporti con le autorità ha visitato anche il Ministero degli esteri e le autorità locali delle province o città delle 26 diocesi.

Il Viet Nam è attualmente un Paese in via di sviluppo e la gente si trova ad affrontare grandi problemi come le tempeste annuali, le inondazioni e l'inquinamento ambientale. Inoltre, il sistema educativo è degradato. La stampa governativa vietnamita ha auspicato un miglioramento dei rapporti con il Vaticano e ha dichiarato di “sperare che i cattolici vietnamiti continueranno a contribuire allo sviluppo economico, aiutando i poveri, le vittime di tempeste e inondazioni e i bambini che si trovano in condizioni difficili, ecc.”.

Ma il governo ha perseguitato i cattolici della diocesi di Vinh solo perché hanno  pacificamente lottato contro le emissioni che provocano l'inquinamento marino della Central Coast da parte del Formosa Steel Group. Ha proibito a gruppi civili e religiosi di dare aiuti alimentari e materiali alle vittime di alluvioni, tempeste e del Formosa Steel Group. Ha avuto la pretesa che questi "donatori" consegnassero soldi e cibo, che poi avrebbe fornito alle vittime. Perché? Si è sentito che c’è stata una distribuzione ingiusta e corrotta delle "opere caritative" per le vittime. Di conseguenza, mons. Girelli ha invitato le autorità a prendersi cura delle vittime e ha anche invitato il governo a tutti i livelli a prestare maggiore attenzione ai cattolici come risorsa per lo sviluppo economico e sociale.

Ha inoltre visitato e confortato famiglie povere e parrocchie in aree remote dove sono state minacciate, o forzate ad autorizzare l’occupazione o la vendita di terreni  a favore di capitalisti comunisti o di "gruppi di interesse”.

Quell’anno mons. Girelli ha compiuto una visita pastorale alla diocesi di Kon Tum, dove vivono circa 170mila cattolici delle minoranze etniche. Ha anche visitato il lebbrosario di Dak Kia a Kon Tum City e quello di Dak Pnan a Pleiku City. Ha anche visitato 15 comunità missionarie e case di congregazioni e laici in distretti remoti delle province di Gia Lai e Kon Tum.

In occasione della visita alla parrocchia di Quan Lãng della diocesi di Vinh il 1 settembre 2013, ha detto a migliaia di parrocchiani: “so che vi trovate ad affrontare molte difficoltà qui. Vorrei assicurare voi tutti voi che il Santo Padre è vicino alla Chiesa cattolica del Vietnam. Papa Francesco vi ricorda nelle preghiere e prega  per la giustizia e la libertà di religione”. “Il Papa – ha detto ancora - vi incoraggia ad essere forti nel testimoniare i valori umani e cristiani profondamente radicati nella fede e nella storia del popolo vietnamita. Allo stesso tempo, vorrei incoraggiarvi a vivere con generosità e pacificamente, mentre ci impegniamo nel dialogo e nella comprensione reciproca come il modo principale per affrontare tutte le tensioni e le controversie”.

La libertà religiosa non appartiene allo Stato

Ancora, il 1mo maggio 2016 l'Arcivescovo ha visitato la parrocchia Thủ Thiêm e la Congregazione Lovers of the Holy Cross a Thủ Thiêm. La parrocchia è situata sulla riva del bel fiume Saigon dal 1859 per offrire attività pastorali e sociali ai residente, cattolici e non cattolici. La parrocchia è una delle più antiche parrocchie della diocesi di Saigon, ha 157 anni. Un parrocchiano ha spiegato ad AsiaNews che “le autorità cittadine e quelle del distretto 2 di Ho Chi Minh City stanno cercando di eliminare questa chiesa e vendere le terre per un progetto di Thủ Thiêm New Urban Quarters. Questo è un progetto molto grande con una enorme quantità di mezzi”. Durante la visita, mons. Girelli ha detto ai parrocchiani: “sono profondamente commosso nel sapere che circa duemila famiglie dovevano essere trasferite e sistemate lontano dalla chiesa. Ma ancora ci si riunesce in questa chiesa per la Santa Messa ogni giorno e la domenica per grandi celebrazioni”.

L'anno scorso, dal 16 al 17 febbraio 2016, mons. Girelli ha partecipato al 14mo  Youth Congress dell'Arcidiocesi di Hanoi (che comprende 10 diocesi del nord del Vietnam). Le terre sono state devastate da disastri naturali e provocati dall’uomo. Al congresso ha invitato i giovani cattolici dell'arcidiocesi di Hanoi e tutta la Chiesa cattolica del Vietnam a testimoniare la verità, e a impegnarsi e lavorare per la verità e la pace che sono nella società.

E alla messa di apertura della 31ma edizione del pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di La Vang il 13 agosto 2017 mons. Girelli ha affermato che “la libertà religiosa non è qualcosa che appartiene autorità, ma è un diritto che appartiene alle persone”.

Il 13 settembre mons- Girelli è stato nominato nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina.

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