30/11/2022, 11.21
CINA
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Morto a 96 anni l’ex leader Jiang Zemin: un 'nemico' in meno per Xi Jinping

di Li Qiang

Era malato di leucemia. Considerato uno dei modernizzatori della Cina. La sua “cricca di Shanghai” una delle ultime fazioni del Partito comunista a opporsi a Xi. I cinesi che protestano contro i lockdown per il Covid-19 potrebbero rimpiangerlo. Durante il suo periodo al potere, il Pil nazionale è cresciuto in media del 9% all’anno.

Pechino (AsiaNews) – È morto oggi a Shanghai Jiang Zemin. A quanto riporta la statale Xinhua il 96enne ex leader, successore del “piccolo timoniere” Deng Xiaoping, era malato di leucemia e ha sofferto disfunzioni interne multiple.

Jiang è considerato uno degli artefici della modernizzazione cinese degli ultimi 40 anni. Ha guidato il Paese come presidente e segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc) dai primi anni Novanta del secolo scorso, subito dopo il massacro di Tiananmen, al 2002. Durante il suo mandato, nel 2001, Pechino è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio; nello stesso anno ha vinto la gara per organizzare le Olimpiadi del 2008.

Per la maggior parte degli osservatori, sotto la guida di Jiang la Cina ha messo le basi per diventare una superpotenza e sfidare gli Usa nell’agone geopolitico globale. Il Paese perde una figura di rilievo; Xi Jinping avrà però un nemico in meno in un momento di grande tensione, mentre non si fermano nelle città cinesi le proteste popolari contro le draconiane restrizioni per contenere il Covid-19.

La “cricca di Shanghai”, la fazione del Pcc capeggiata da Jiang, ha continuato ad avere una grossa influenza sulla politica nazionale fino alla salita al potere di Xi. Il riconoscimento di un terzo mandato al potere  al 20° Congresso del Partito, lo scorso ottobre, ha sancito la vittoria dell’attuale leader supremo su ciò che rimaneva dell’opposizione interna al regime.

Secondo resoconti di media internazionali, Jiang e il suo vecchio alleato Zhu Rongji si sono battuti contro la riconferma di Xi. Le critiche della vecchia guardia, che storicamente aveva un peso nelle dinamiche di potere in Cina, avevano spinto l’Ufficio generale del Comitato centrale del Partito a vietare ai dirigenti in pensione di fare “discorsi politici negativi” prima del 20° Congresso.

Con un Paese in subbuglio, segnato dalla politica “zero-Covid” di Xi e dal suo impatto negativo sull’economia nazionale, i cinesi potrebbero rimpiangere l’era di Jiang, quando il Pil del Paese cresceva a una media annua del 9% - quest’anno rischia di non arrivare al 3%. 

Se come enfatizzato alla vigilia e durante il 20° Congresso, nei primi 10 anni di leadership di Xi la Cina ha raddoppiato la propria economia, nel decennio di Jiang Zemin (1993-2002) è più che triplicata. Come Xi, Jiang ha avuto a che fare con una grave crisi, quella finanziaria in Asia del 1997-1998.

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