29/05/2026, 13.52
CINA - UE
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Multa da 200 milioni di euro a Temu, l'UE contro le distorsioni di mercato di Pechino

La sanzione è stata varata sulla base del Digital Services Act, che cerca di proteggere i consumatori europei dalle piattaforme online. Gli inquirenti hanno scoperto comprando direttamente i prodotti che alcuni giocattoli sono tossici e diversi dispositivi elettronici non sono sono conformi agli standard di sicurezza. Altre piattaforme ora nel mirino della Commissione UE.

Bruxelles (AsiaNews/Agenzie) - L’Unione europea ha inflitto una multa da 200 milioni di euro (circa 232 milioni di dollari) alla piattaforma cinese di e-commerce Temu accusata di vendere anche prodotti illegali e pericolosi, tra cui giocattoli tossici e dispositivi elettronici non conformi agli standard di sicurezza europei. La sanzione è stata annunciata dalla Commissione europea sulla base del Digital Services Act (DSA), la normativa, più volte utilizzata anche contro compagnie statunitensi negli ultimi anni, per obbligare le grandi piattaforme online a proteggere maggiormente i consumatori europei.

Secondo Bruxelles, Temu non ha “identificato, analizzato e valutato diligentemente i rischi sistemici” derivanti dalla vendita di merci illegali sulla propria piattaforma. La Commissione ha inoltre accusato gli stessi algoritmi di raccomandazione e promozione di Temu di amplificare la diffusione di prodotti illegali o pericolosi e di creare dipendenza tra gli utenti.

Il Digital Services Act consente multe fino al 6% del fatturato delle aziende accusate di pratiche sleali e quella imposta a Temu è la più alta che sia stata varata finora. Secondo la Commissione europea, i ricavi globali di Temu nel 2025 hanno raggiunto circa 53 miliardi di euro, una cifra che avrebbe permesso una sanzione superiore ai 2,8 miliardi. La prima sanzione in conseguenza della normativa era arrivata lo scorso anno contro X, il social network di Elon Musk, multato per 120 milioni di euro.

L’indagine europea era stata avviata formalmente nell’ottobre 2024. Gli inquirenti hanno acquistato prodotti direttamente sulla piattaforma per valutarne la conformità agli standard europei. I controlli hanno evidenziato numerosi caricabatterie elettronici che non superavano i test di sicurezza di base e una percentuale molto elevata di giocattoli per bambini contenenti sostanze chimiche oltre i limiti consentiti oppure componenti facilmente staccabili che potevano provocare soffocamento.

“Temu ha sottovalutato rischi concreti, senza basarsi su prove solide e senza fornire un’analisi completa. In questo modo, regolatori, utenti e opinione pubblica restano all’oscuro della reale portata dei danni potenziali causati dai prodotti illegali venduti sulla piattaforma”,  ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile per il digitale.

Di recente l’Unione europea ha rafforzato i controlli sulle grandi aziende cinesi accusate di beneficiare di sussidi pubblici e di alterare la concorrenza nel mercato europeo. Nelle stesse ore la Commissione europea ha aperto una nuova indagine sull’offerta del colosso cinese JD.com per acquisire il gruppo tedesco di elettronica Ceconomy, segnale - secondo gli esperti - di un atteggiamento sempre più rigido verso l’espansione economica cinese nel continente. La Commisione ha citato “preoccupazioni relative al fatto che JD.com possa aver ricevuto sussidi esteri” che distorcono il mercato. Anche su Shein e AliExpress, concorrenti di Temu, sono state avviate indagini. È inoltre prevista oggi una riunione dei commissari europei per discutere quali ulteriori misure commerciali e industriali potrebbero essere messe in atto nel tentativo di navigare le sempre più complicate relazioni economiche con la Cina. 

Temu, controllata dal gruppo cinese PDD Holdings, con sede in Irlanda, ha respinto le accuse definendo la sanzione “sproporzionata”. L’azienda sostiene di aver collaborato “in maniera costruttiva” con le autorità europee e ha affermato che la decisione “si riferisce alla situazione del 2024 e non riflette lo stato attuale dei sistemi di controllo”. La società ha inoltre annunciato che sta valutando tutte le opzioni disponibili, incluso un possibile ricorso davanti ai tribunali europei.

La piattaforma, sbarcata nel mercato europeo nel 2023, ha conosciuto una crescita rapidissima grazie alla vendita di prodotti a basso costo spediti direttamente dalla Cina. Secondo gli ultimi dati citati dalla Commissione, Temu conta ormai circa 130 milioni di utenti nell’Unione europea. Temu dovrà ora presentare entro il 28 agosto un piano dettagliato per adeguarsi alle richieste europee. In caso contrario rischia ulteriori sanzioni periodiche.

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