Lettura registrata con successo IRAQ Nassiriya, attentato bomba alla base italiana provoca 22 morti
12/11/2003, 00.00
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Nassiriya, attentato bomba alla base italiana provoca 22 morti

Nassiryia (AsiaNews) - Un altro grave attentato bomba scuote l'Iraq. Questa mattina, alle 10,40 (ora locale), un camion è esploso nel quartier generale delle truppe italiane a Nassiriya: sono morti 16 italiani (11 Carabinieri, 4 soldati dell'esercito e 1 civile), 8 iracheni. Decine sono i feriti. Mentre si continua a scavare tra le macerie si teme che il bilancio dell'attentato non sia ancora definitivo.

Il camion, entrato di forza nella base, ha proseguito la sua tragica corsa sino al palazzo che ospitava il dipartimento logistico italiano danneggiando anche la palazzina dove ha sede il comando. La forte deflagrazione ha causato il crollo parziale della palazzina, dove erano ospitati 300 carabinieri italiani e 110 militari rumeni. Le fiamme hanno raggiunto anche il deposito delle munizioni causando altre violente esplosioni. La zona circostante è invasa dal fumo e dalle macerie, anche diverse case situate vicino alla base hanno subito forti danni.

Il Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi appena appresa la notizia ha così espresso il suo dolore: "il primo pensiero va alle famiglie dei carabinieri uccisi da un ignobile atto di terrorismo. Sono militari caduti mentre facevano il loro dovere per aiutare il popolo iracheno a ritrovare la pace, l'ordine, la sicurezza". Il Papa, in un telegramma inviato a Ciampi, ha espresso tutto il suo dolore e per quello che definisce un "vile attentato" e la sua più "ferma condanna per questo nuovo atto di violenza". Messaggi di cordoglio arrivano anche dal Parlamento Europeo nella parole del presidente Pat Cox: "Nell'esprimere indignazione e condanna per questo scellerato attacco rendo omaggio al valore e dedizione dei carabinieri e militari italiani fino all'estremo sacrificio della vita".

Questo nuovo attacco ad un contingente straniero riapre l'urgente problema della sicurezza, sentito sia dalle forze della coalizione che dagli abitanti del paese, in questo periodo di trapasso del potere in Iraq. (SF)

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