29/11/2022, 12.08
PAKISTAN
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Nella baraccopoli di Lahore un campo sanitario per donne e bambini

di Shafique Khokhar

È stato allestito dalla no-profit Umeed Partnership e per una giornata ha garantito visite mediche gratuite e vaccinazioni a 1.000 persone. La presidente, Shamin Gulzar: "La povertà costringe le donne a lavorare, ma devono affrontare molti problemi". Distribuiti anche vestiti pesanti a 200 famiglie.

Lahore (AsiaNews) - Nei giorni scorsi l’organizzazione no-profit Umeed Partnership Pakistan, in collaborazione con il Rotary International Club, ha allestito un campo medico-sanitario gratuito in una baraccopoli di Lahore. Più di 1.000 persone provenienti da una decina di villaggi si sono sottoposte a visite gratuite per un’intera giornata il 26 novembre, dalle 9 alle 17. Tre i tendoni allestiti: uno per donne e ragazze, uno per i bambini e uno per le vaccinazioni contro la poliomielite, dopo che quest’anno sono stati segnalati 14 casi. Sei i dottori presenti: un medico generale, tre ginecologi e due pediatri. A fine giornata, il Rotary Club ha distribuito anche abiti pesanti a 200 famiglie. 

Per raggiungere un elevato numero di pazienti donne, cristiane e musulmane, la Umeed Partnership per una settimana ha lanciato annunci nelle chiese e nelle moschee della città. 

Shamin Gulzar, presidente dell’organizzazione, parlando con AsiaNews ha detto: "È percezione generale che in Pakistan la povertà costringa le donne a lavorare per mantenere la famiglia, altrimenti pochissime di loro partecipano alle attività economiche. Le lavoratrici, quindi, sono per lo più impiegate nel settore informale, il che aggrava ancora di più i loro problemi”. 

“Nelle aree urbane come Lahore - ha continuato l’attivista cristiana - il settore dei servizi domestici è il principale settore di impiego delle donne. A causa di leggi poco incisive e della mancanza di regolamentazione, le donne devono affrontare una serie di problemi".

"Prima di organizzare questo campo sanitario abbiamo formato 16 leader donne della comunità locale che ora promuovono e donano supporto psico-sociale negli slum di Lahore. Se usando le nostre risorse serviamo l'umanità e le persone oppresse senza alcuna discriminazione, non c'è dubbio che stiamo facendo l'opera di Dio", ha aggiunto. 

"Siamo stati duramente colpiti dai lockdown durante la pandemia”, ha raccontato Parveen Bibi, una delle beneficiarie del campo sanitario. “Mio marito era falegname e ha perso il lavoro. È diventato alcolizzato e picchiava me e i bambini. Ho sofferto molto, così l’ho lasciato e sono tornata a vivere con i miei genitori, che però non possono dare da mangiare ai miei sei figli”.

“I miei bambini non vanno a scuola - ha proseguito Parveen - perché io lavoro dalla mattina alla sera a casa di altre persone. Sono costantemente sotto stress e molte volte ho avuto voglia di suicidarmi, ma mi trattengo e aspetto l'aiuto di Dio. Vorrei lasciare il lavoro a causa dei maltrattamenti delle signore ricche e delle molestie sessuali dei loro mariti. Ma devo ringraziare Umeed Partnership che mi ha aiutato e dato sostegno in questi momenti difficili".

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