08/04/2026, 11.19
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New Jersey: silicosi e sfruttamento tra gli scalpellini del grande tempio indù

di Nirmala Carvalho

Un'inchiesta giornalistica ha portato alla luce due morti e decine di ammalati tra far gli artigini dalit fatti arrivare dal Rajasthan per realizzare le guglie dello Swaminarayan Akshardham di Robbinsville, il più grande tempio indù dell'Occidente. L'accusa: salari inferiori a 1,20 dollari l'ora e protezioni insufficienti. L'organizzazione a cui fa capo il luogo sacro si difende definendoli "volontari impegnati in un servizio religioso". 

Mumbai (AsiaNews) - Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico Guardian ha portato alla luce gravi accuse di sfruttamento nei confronti di circa 200 lavoratori dalit provenienti dal Rajasthan, in India, coinvolti nella costruzione del più grande tempio indù dell’emisfero occidentale, il BAPS Swaminarayan Akshardham di Robbinsville, nel New Jersey. Molti di loro stanno oggi affrontando le conseguenze devastanti della silicosi, una malattia polmonare incurabile causata dall’inalazione di polveri di silice. Almeno due decessi sono stati confermati, mentre decine di altri lavoratori risultano malati.

I lavoratori erano stati reclutati con visti religiosi e incaricati di scolpire a mano le elaborate decorazioni in pietra del tempio, un’opera monumentale costruita tra il 2015 e il 2023 e considerata uno dei più ambiziosi esempi di artigianato indiano fuori dal subcontinente. Tuttavia, secondo testimonianze raccolte da famiglie e attivisti, gli operai non sarebbero stati adeguatamente protetti dall’esposizione alla polvere tossica prodotta dal taglio e dalla levigatura della pietra.

L’indagine denuncia anche condizioni di lavoro estremamente dure: turni fino a 90 ore settimanali, salari inferiori a 1,20 dollari l’ora, dispositivi di protezione insufficienti e accesso limitato alle cure mediche. Alcuni lavoratori, una volta ammalati, sarebbero stati rimandati in India senza assistenza né compensazioni. Le accuse hanno suscitato forte indignazione tra le organizzazioni per i diritti dei dalit, che parlano di una doppia ingiustizia: persone già discriminate nel loro Paese d’origine, spesso escluse dai templi, sarebbero state mandate all’estero per costruirne uno e poi abbandonate.

Una causa intentata nel 2021 negli Stati Uniti sostiene che i lavoratori fossero sottopagati, privati dei passaporti e alloggiati in roulotte all’interno del cantiere. Sebbene i procuratori federali abbiano chiuso l’indagine penale nel settembre 2025, il procedimento civile resta ancora in corso. L’organizzazione BAPS, con sede nel Gujarat e responsabile del progetto, ha respinto ogni accusa, sostenendo che i lavoratori fossero volontari impegnati in un servizio religioso.

Il caso evidenzia in ogni caso una crisi più ampia nel settore della lavorazione della pietra in Rajasthan, dove migliaia di operai sono esposti alla silicosi. In alcune aree, come il distretto di Sirohi, si contano centinaia di morti tra i lavoratori del settore. I sindacati, sia negli Stati Uniti sia in India, chiedono interventi urgenti: il rispetto delle leggi sul lavoro, il pagamento dei salari dovuti e una revisione del sistema dei visti religiosi, ritenuto vulnerabile ad abusi sistematici.

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