02/02/2022, 10.36
INDONESIA
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Nord Sulawesi: gli ulema chiedono che venga smantellato il museo dell'Olocausto

di Mathias Hariyadi

Il vicepresidente del Consiglio di teologi musulmani si è dichiarato contrario all'apertura del museo, proposto dalla comunità ebraica locale. All'inaugurazione presente l'ambasciatrice tedesca in Indonesia. Molti ebrei indonesiani tuttavia ancora preferiscono non esporsi in pubblico.

Jakarta (AsiaNews) - La giornata della memoria non aveva mai ricevuto grandi attenzioni in Indonesia prima di quest’anno, quando il Consiglio indonesiano degli ulema (Majelis Ulama Indonesia, Mui) ha dichiarato che il museo dell'Olocausto a Minahasa, da poco aperto, dovrebbe essere smantellato. 

Lo ha dichiarato Muhyidin Junaidi, vice presidente del Mui, spiegando che il museo non farà altro che suscitare sdegno nella società indonesiana: "Per questo motivo", ha detto, “dovrebbe essere raso al suolo". Il teologo musulmano ha inoltre sostenuto che il museo è un’offesa alla Costituzione indonesiana: “Ci si aspetta un’azione dura da parte dell’amministrazione poiché la presenza del museo è politicamente tendenziosa e una provocazione atta a suscitare tumulto tra la gente”. 

“Invece di un museo sull’Olocausato - ha proseguito Junaidi -, il governo dovrebbe aprire un museo che ritrae il dominio coloniale olandese in Indonesia. O avrebbe più senso mostrare la violenza sionista contro i palestinesi; questo sarebbe un modo per sostenere il loro diritto all’autodeterminazione”. 

In Indonesia gli ebrei sono circa 200mila, ma solo raramente si espongono in pubblico. Molti, per esempio, non portano più la kippah per paura di ricevere minacce di morte. Un’unica sinagoga esiste ancora a Tondano, 25 km a sud da Manado, nel Nord Sulawesi, dove gli ebrei locali sono soliti riunirsi per pregare.

Sia la sinagoga di Shaar Hasyamayim che il museo dell'Olocausto sono opere la cui costruzione è stata proposta dalla comunità ebraica della regione. Altri ebrei risiedono a Giava, a Surabaya e a Giava orientale, dove un tempo sorgeva un’altra sinagoga, poi rasa al suolo dagli islamisti radicali nel 2013.

La settimana scorsa l’ambasciatrice tedesca in Indonesia Ina Lepel ha assistito all’apertura del museo nel Nord Sulawesi. A causa dell’atmosfera di tensione, molti ebrei hanno preferito non partecipare all’inaugurazione. "Che onore essere a Minahasa e parlare all'apertura del suo museo dell'Olocausto”, ha twittato il capo della missione estera tedesca. “La Germania sosterrà sempre il ricordo di questa ‘lezione universale’ e si batterà contro il razzismo, l'antisemitismo e ogni forma di intolleranza", ha aggiunto.

Il museo dell'Olocausto di Minahasa è probabilmente il primo mai costruito nel sud-est asiatico. 

In risposta alle dichiarazioni del Mui, il vice governatore del Nord Sulawesi, Steven Kandouw, ha commentato dicendo che l'istituzione del museo dell'Olocausto ha guadagnato l'attenzione internazionale. Durante la visita dell’ambasciatrice Lepel ha aggiunto che “la tolleranza interreligiosa nel Nord Sulawesi è buona".

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