Lettura registrata con successo arabia saudita Occidente e Oriente condannano l'attacco di Riad
10/11/2003, 00.00
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Occidente e Oriente condannano l'attacco di Riad

Roma (AsiaNews/agenzie) – Personalità politiche da tutto il mondo hanno condannato l'attacco terrorista a Riad, che ha provocato la morte di 17 persone, e il ferimento di altre 122, in maggioranza provenienti dai paesi arabi. Alcuni degli uccisi, fra cui vi sono 5 bambini, sono stati identificati: 7 provengono dal Libano, 1 dall'Egitto, 1 dal Sudan e 1 dall'Arabia Saudita. Non è stata ancora identificata la nazionalità di 4 vittime. Sebbene non vi sia stata nessuna rivendicazione, il governo saudita attribuisce la responsabilità dell'attacco ad al Qaeda.

Il Segretario Generale dell'ONU, Kofi Annan è rimasto "profondamente colpito dall' orribile" massacro. Il presidente Gorge W.Bush ha espresso condoglianze al Principe Abdullah e si è detto pronto a "stare a fianco dell'Arabia Saudita nella lotta contro il terrorismo". Una forte condanna è venuta anche da Kamal Kharazi, Ministro iraniano degli Esteri. Alla radio di stato egli ha dichiarato: "Uccidere donne e bambini indifesi nel Sacro mese di Ramadan è contro i valori islamici e l'etica umana". Condannando l'azione come "inumana", Kharazi ha sottolineato l'importanza della collaborazione internazionale per combattere il terrorismo.

Molti analisti medio-orientali affermano che l'attacco di Riad, come quello contro la Croce Rossa a Bagdad,  si stanno ritorcendo contro gli estremisti. "Attaccare civili musulmani potrebbe avere contraccolpi politici negativi e alienare la simpatia di molta gente" ha detto Walid Kazziha, un analista politico del Cairo.

Anche a Riad, dove pure è vivo un Islam rigido, sono in molti a prendere le distanze. "Che Islam è questo?" dice Hamdan Youssef, commerciante di 39 anni, "Quelli sono solo dei terroristi".

Mohsen al Awaji, fondamentalista moderato e critico del governo saudita, ha commentato: "Siamo rimasti tutti scioccati l'altra notte. Penso che perderanno sostegno sostanziale fra coloro che mostravano una certa simpatia verso di essi".

Ma alcuni commentatori affermano che "il problema non è religioso". Secondo il giornalista Dawud al Shirian "il motivo dell'attacco è politico ed è quello di distruggere l'attuale governo". Altri sottolineano l'urgenza per il governo di Riad di attuare la riforma del sistema. Abdullah el Hamed, ex professore di arabo, licenziato per aver fondato un gruppo in difesa dei diritti umani in Arabia Saudita, ha dichiarato a un giornale libanese: "Se vogliamo dire  'no al terrorismo', dobbiamo dire 'sì' alla partecipazione politica popolare".

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