30/06/2021, 08.58
ISRAELE - PALESTINA
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Onu, ambasciatore palestinese: decine di sfollati per le demolizioni di Israele

In tre mesi esercito e forze israeliane avrebbero demolito almeno 72 abitazioni, causando lo sfollamento di 78 palestinesi fra i quali 15 donne e 47 bambini. In totale sono oltre 350 le persone colpite a vario titolo dagli abbattimenti. Altri mille in attesa delle decisioni del tribunale sugli espropri in una nuova campagna di demolizioni. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Le forze israeliane e gruppi di coloni ebraici hanno aumentato gli attacchi “violenti e razzisti” contro i palestinesi nei Territori occupati della Cisgiordania e a Gerusalemme est. É l’accusa lanciata dall’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite Riyad Mansour, all’interno di alcune lettere inviate al segretario generale Onu Antonio Guterres, al presidente di turno del Consiglio di sicurezza (Estonia) e al presidente dell’Assemblea generale, il turco Volkan Bozkir. 

Secondo Mansour le “forze di occupazione” hanno demolito in soli tre mesi 72 edifici, causando lo sfollamento di 78 palestinesi fra i quali 15 donne e 47 bambini oggi senza casa. In totale, sono più di 350 le persone colpite a vario titolo dalle demolizioni e altre 218 famiglie palestinesi, per un totale di 970 individui (fra i quali 424 bambini) sono in attesa di sentenza per una causa di esproprio pendente in tribunale.

Per i palestinesi Israele continua a usare il pretesto della sicurezza per demolire abitazioni, espropriare terreni e perseguire la politica di espansione degli insediamenti lungo le strade che li collegano, impedendo di fatto la nascita di un futuro Stato unito palestinese. Essi sottolineano inoltre che la maggior parte degli edifici sorge in aree destinate al controllo dell’Autorità civile palestinese, in base agli accordi di Oslo. 

Il diplomatico palestinese all’Onu fa riferimento all’annuncio fatto dallo Stato ebraico di una nuova campagna di demolizioni. Centinaia di ordini di abbattimento sono previsti in diverse parti della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est, per case che sarebbero state costruite “senza permessi”. Mansour ricorda lo studio elaborato dalla ong israeliana Breaking the Silence, secondo cui le autorità respingono quasi il 99% delle richieste di costruzione avanzate dai palestinesi, rendendo di fatto impossibile l’edificazione nei termini di legge di una abitazione o lo sviluppo di una comunità. 

L'inviato palestinese all'Onu ricorda infine le violenze dei coloni armati, che diffondono il terrore e attaccano i palestinesi, beneficiando al contempo della protezione dell’esercito e delle forze di occupazione. Questi gruppi sono attivi soprattutto a Beita, vicino Nablus, dove operano gruppi estremisti di coloni fra i quali Lehava, La Familia, Price Tag e Hilltop Youth. Di recente, nelle violenze fra le parti è morto Ahmed Zaher Bani Shamsa, un ragazzino di soli 16 anni colpito da un proiettile alla testa sparato dalle forze israeliane. 

“I bambini palestinesi - sottolinea Mansour - affrontano una miriade di pericoli e di gravi violazioni per mano di Israele, come emerge dai rapporti del segretariato generale”. Privare i più piccoli della protezione loro riservata in base al diritto internazionale, ha concluso, è un incoraggiamento a “continuare a commettere crimini”.

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