Orissa: leader religiosi insieme per i 75 anni della Divine Life Society
Nello stadio di Cuttack un grande incontro interreligioso ha visto insieme rappresentanti delle tradizioni indù, musulman, buddhista, giainista, sikh e cristiana per un "appello alla fraternità universale". L'arcivescovo John Barwa: "“Quando le comunità di fede si uniscono per la verità, la compassione e la tutela della dignità umana diventano una forza per il bene”
Cuttack (AsiaNews) - Nello Stato indiano dell’Orissa si è celebrato in questi giorni l’ Amruta Mahotsav – cioè i 75 anni dalla nascita - della Divine Life Society di Cuttack, un importante centro spirituale che fa parte dell’organizzazione indù internazionale fondata da swami Sivananda Saraswati. Le iniziative hanno visto il loro momento culminante il 2 febbraio, quando allo stadio si è tenuto un incontro interreligioso incentrato sul tema: “Un appello alla fraternità universale: una visione morale per il nostro tempo”. Tra i leader spirituali invitati a intervenire anche l’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar mons. John Barwa, che ha portato la voce cristiana nel dialogo su pace, unità e dignità umana.
L’evento ha riunito autorevoli rappresentanti delle tradizioni induista, musulmana, buddhista, giainista, sikh e cristiana, insieme a studiosi e leader pubblici, riflettendo la ricca diversità spirituale dell’India. Nonostante le differenze, il messaggio centrale è rimasto unitario: l’urgente necessità di ristabilire fraternità, compassione e responsabilità morale nel mondo frammentato di oggi.
Nel suo intervento, mons. Barwa ha sottolineato che la fede cristiana inizia con una verità profonda sulla persona umana: tutti sono creati da un unico Dio amorevole. Ha ricordato all’assemblea che, prima della nazionalità, della religione o dell’identità sociale, l’umanità condivide una comune origine e un comune destino. Attingendo alla Sacra Scrittura, l’arcivescovo ha evidenziato l’insegnamento biblico secondo cui ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio e, pertanto, possiede una dignità intrinseca che non deve mai essere violata. “Questa convinzione - ha osservato - costituisce il fondamento della dottrina sociale cristiana e dell’impegno della Chiesa per la giustizia, la pace e la riconciliazione”.
Ha inoltre riflettuto sulle parole di Gesù “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Matteo 5,9), spiegando che la pace non è semplicemente assenza di conflitto, ma presenza di giustizia, amore e rispetto reciproco. Ha esortato i credenti di tutte le fedi a diventare costruttori di ponti piuttosto che di muri, specialmente in tempi segnati da divisioni, diffidenza e violenza.
L’arcivescovo Barwa ha ribadito anche che le tradizioni religiose non devono rimanere confinate negli spazi rituali, ma devono contribuire attivamente a orientare la società. “Quando le comunità di fede si uniscono per la verità, la compassione e la tutela della dignità umana - ha detto - diventano una forza trasformativa per il bene”. Ha inoltre riconosciuto l’importanza di incontri interreligiosi come questo, definendoli segni di speranza in un mondo che spesso mette in risalto le differenze anziché i valori condivisi.
I partecipanti hanno descritto l’evento come spiritualmente edificante e profondamente toccante. La presenza di leader di molteplici tradizioni, riuniti nel rispetto reciproco, ha creato un segno visibile di unità nella diversità. L’Amruta Mahotsav è così diventato più di una celebrazione giubilare: si è affermato come una testimonianza che la fede, quando vissuta in modo autentico, può ispirare un rinnovamento morale e portare luce alle sfide del nostro tempo.
12/02/2021 10:25





