07/07/2022, 11.52
INDIA
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P. George e l'ashram di chi è abbandonato in Kerala

di Nirmala Carvalho

Qualche giorno fa ha fatto da "padre" alle nozze indù di una ragazza che accolse quando aveva due anni. Al Divyahrudayashram Chennaipara p. Kannamplakal, missionario del Santissimo Sacramento, da quasi trent'anni apre le porte a chi è rimasto solo. “Ho capito che se mi concentro sulla bontà di ogni persona, il Signore mi darà tutto".

Mumbai (AsiaNews) - Per i suoi ragazzi p. George Kannamplakal ha indossato anche il ruolo di "padre" a un matrimonio indù. È successo qualche giorno fa al tempio Mandamangalam Mahavishnu, nello Stato indiano del Kerala per le nozze di Haritha e Sivadas. Si è tolto l'abito talare e ha indossato una camicia e un dhoti per la ragazza di cui   all’ashram Divyahridayashram Chenaiparasi si è preso cura come se fosse sua figlia, fin da quando aveva due anni. Durante gli studi elementari in una scuola cattolica, aveva conosciuto Sivadas, un ragazzo di di Ambazhakad che oggi è un contabile negli Emirati Arabi Uniti. Così Haritha, che oggi è un'infermiera, ora si trasferirà con lui a Dubai.

Una piccola storia in cui è racchiuso tutto il senso della carità senza barriere seminata dall’ashram Divyahrudayashram Chennaipara, il primo di una rete di accoglienza per bambini e ragazzi bisognosi chiamata Akasaparavakal che oggi ha sedi in tutta l'India. Questa organizzazione fu fondata dal defunto p. George Kuttikkal, che come p. Kannamplakal appartiene alla Congregazione Missionaria del Santissimo Sacramento (MCBS). La casa fu inaugurata da Madre Teresa il 18 gennaio 1994, durante la sua ultima visita nel Kerala.

“Ho assunto la direzione di questo ashram il 27 febbraio 1996 - racconta p. Kannamplakal -. A quel tempo c'erano solo 35 ospiti, tra cui alcuni bambini. Ci occupiamo di quanti sono abbandonati e non hanno un rifugio da nessuna parte. La nostra idea è che nessun bambino debba finire in un orfanotrofio, tutti devono poter crescere nelle case con l'amore e l'affetto di chi li circonda. E l’esperienza del nostro ashram dice che se ricevono una buona istruzione, poi diventano in grado di sostenersi da soli in qualsiasi situazione”.

Il Divyahridayashram Chenaipara in questi anni è cresciuto: oggi accoglie 100 bambini e altri 240 ospiti tra cui anche persone affette da malattie o anche anziani in situazioni di bisogno. Tutto questo grazie alla solidarietà di tante persone: “Ho capito che se mi concentro sulla bontà di ogni persona, il Signore mi darà tutto. Il mondo intorno a me è fatto di persone buone. Non sono io, ma il Signore che mi ha reso padre dei bambini e fratello degli abbandonati e degli indigenti. Non ho nulla da rivendicare come mio".

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