P. Pierre ucciso nella guerra in Libano per non aver voluto lasciare la parrocchia
Un sacerdote maronita è morto oggi a Qlayaa, villaggio cristiano del sud del Libano, colpito dall’artiglieria israeliana. Aveva scelto di restare con la sua comunità nonostante l’ordine di evacuazione, mentre si intensificano le azioni militari sul fronte del conflitto tra lo Stato ebraico e Hezbollah.
Qlayaa (AsiaNews) – Un sacerdote cristiano è stato ucciso oggi nel sud del Libano durante un bombardamento dell’artiglieria israeliana che ha colpito il villaggio di Qlayaa, villaggio maronita di circa 8mila abitanti nel distretto di Marjeyoun, a pochi chilometri dalla frontiera israeliana.
La vittima è padre Pierre el-Raï, che si trovava nella propria abitazione al momento dell’attacco dopo essersi rifiutato, insieme ad altri parroci, di lasciare l’area una volta ricevuto l’ordine di evacuazione isralieano. Secondo le informazioni raccolte da L’Orient-Le Jour, il religioso è morto in seguito alle ferite riportate dopo l’esplosione di un proiettile, mentre altre quattro persone sono rimaste ferite.
Il bombardamento ha colpito una casa situata nella parte orientale del villaggio, una località cristiana considerata finora relativamente sicura. Il sindaco di Qlayaa, Hanna Daher, ha dichiarato che gli abitanti non riescono a spiegarsi le ragioni dell’attacco. “Non sappiamo perché il nostro villaggio sia stato bombardato. Il bersaglio non è chiaro. Qlayaa è una località sicura”, ha detto il primo cittadino. “La casa colpita si trova all’estremità est del villaggio. Abbiamo sentito prima un’esplosione e poi gli abitanti hanno visto del fumo salire da una casa a est. Tutti si sono precipitati sul posto”.
Il sindaco ha raccontato che i soccorritori hanno trovato diverse persone ferite all’interno dell’edificio. “Quando siamo arrivati abbiamo constatato che la casa era stata colpita da un colpo di artiglieria e che c’erano dei feriti dentro”, ha spiegato. “Mentre cercavamo di evacuare le persone, un secondo proiettile è esploso nella casa. Abbiamo evitato per poco un massacro, perché eravamo in molti sul posto”.
P. Pierre el-Raï è morto a causa delle gravi ferite riportate. Nei giorni scorsi un drone israeliano ha ucciso anche Sami Ghafari, 70 anni, mentre si trovava nel giardino di casa sua. Era il fratello di p. Maroun Ghafari, parroco di Alma Shaab, un altro religioso che si è rifiutato di evacuare per difendere la neutralità del villaggio cristiano nel conflitto tra Israele e Hezbollah.
Anche secondo Hanna Daher non vi erano gruppi armati nella casa colpita. “Si dice che nella casa ci fossero dei combattenti, ma è falso. Sono menzogne”, ha affermato. “All’interno c’erano soltanto gli abitanti della casa e persone del villaggio venute ad aiutare i feriti”.
Il sindaco ha inoltre ribadito che la popolazione locale non intende lasciare il villaggio nonostante il crescente clima di tensione. “Siamo persone pacifiche e non facciamo male a nessuno. Il nostro villaggio è sicuro. Tutto ciò che chiediamo è di poter restare nelle nostre case in pace”, ha detto. “Non sappiamo se esista un piano per costringerci a lasciare le nostre terre, ma noi resteremo qui e non ce ne andremo”.
La situazione nel sud del Libano si è nuovamente deteriorata in seguito alla decisione di Hezbollah di prendere parte alla guerra che Israele e Stati Uniti hanno lanciato contro l’Iran. Negli ultimi giorni c’è stato un aumento dei bombardamenti israeliani che, secondo fonti locali, colpiscono sempre più spesso anche abitazioni civili, mentre centinaia di milgiaia di persone sono già sfollate.


