Papa: da Capodanno lunare futuro di 'pace e prosperità per tutti i popoli'
Martedì 17 febbraio 2026 miliardi di persone in Asia accolgono il nuono anno. Leone XIV all'Angelus: "Vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia; serenità in case e società". Il commento al Vangelo del giorno: "Vera giustizia è l’amore; dentro ogni precetto della Legge, cogliere un’esigenza d’amore".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Stamattina, dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano, papa Leone XIV, affacciato per la consueta recita domenicale dell’Angelus, ha ricordato il Capodanno lunare, “celebrato da miliardi di persone in Asia orientale e in altre parti del mondo”. La festa sarà il 17 febbraio 2026 e darà inizio all’Anno del Cavallo di Fuoco. “Questa gioiosa festa incoraggi a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia; porti serenità nelle case e nella società”, ha detto Prevost.
“Sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”, ha aggiunto. La celebrazione simboleggia l’arrivo della primavera e il giorno della Luna Nuova segna l’inizio dei prossimi dodici mesi. È una festa molto partecipata, vissuta come momento di incontro e solidarietà. “Con gli auguri per il nuovo Anno, esprimo a tutti il mio affetto, mentre invoco su ciascuno la benedizione del Signore”, ha continuato.
Il papa, dopo la recita della preghiera mariana, ha espresso vicinanza “alle popolazioni del Madagascar colpite, a poca distanza di tempo, da due cicloni, con inondazioni e frane”. Già si contano decine di vittime per il passaggio del ciclone Gaezani. Con venti fino a 250 km/h. Mentre Pechino ha annunciato aiuti per 100 milioni di yuan. “Prego per le vittime e i loro familiari e per quanti hanno subito gravi danni”, ha affermato papa Leone XIV.
Prima dell’Angelus, il vescovo di Roma ha commentato il Vangelo del giorno (Mt 5,17-37). Il brano dell’evangelista Matteo contiene parte del celebre “discorso della montagna” di Gesù. In esso, Cristo “rivela il vero significato dei precetti della Legge di Mosè”, che servono a “farci entrare nella relazione d’amore con Dio e con i fratelli”. “Per questo Gesù dice di non essere venuto ad abolire la Legge, ‘ma a dare il pieno compimento’”, ha detto papa Prevost.
“Il compimento della Legge è proprio l’amore, che ne realizza il significato profondo e lo scopo ultimo”, ha aggiunto. “Si tratta di acquisire una ‘giustizia superiore’ a quella degli scribi e dei farisei, una giustizia che non si limita a osservare i comandamenti, ma ci apre all’amore e ci impegna nell’amore”. Per spiegare ciò Gesù ricorre a un tipo di paradosso noto come antinomia. Una impostazione “molto importante”. Cioè, la presenza di due affermazioni contraddittorie, entrambe dimostrate o giustificate.
“Gesù ci insegna che la vera giustizia è l’amore e che, dentro ogni precetto della Legge, dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore”, ha spiegato Leone XIV. “Non basta non uccidere fisicamente una persona, se poi la uccido con le parole oppure non rispetto la sua dignità - ha aggiunto il pontefice -. Allo stesso modo, non basta essere formalmente fedele al coniuge e non commettere adulterio, se in questa relazione mancano la tenerezza reciproca, l’ascolto, il rispetto, il prendersi cura di lei o di lui e il camminare insieme in un progetto comune”. Sono esempi cui se ne possono aggiungere “altri”.
“Il Vangelo ci offre questo prezioso insegnamento: non serve una giustizia minima, serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio”, ha aggiunto Prevost. Concludendo il commento con le seguenti parole: “Invochiamo insieme la Vergine Maria, che ha donato al mondo il Cristo, Colui che porta a compimento la Legge e il progetto della salvezza: Ella interceda per noi, ci aiuti a entrare nella logica del Regno di Dio e a vivere la sua giustizia”.
16/02/2020 12:11
10/09/2019 09:20





