Papa al Regina Caeli: 'Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo'
Leone XIV nel Lunedì dell'Angelo: "La disperazione della morte è tolta per sempre". Testimonianza cristiana oscurata da "fake news", ma "la verità non resta celata". Annunciare la Pasqua è dar voce alla speraza "soffocata tra le mani dei violenti". Il ricordo di papa Francesco, morto il 21 aprile 2025: "Grande testimonianza di fede e di amore".
Città del Vaticano (AsiaNews) - “Cristo è risorto! Buona Pasqua!”. Papa Leone XIV, affacciato alle 12 su piazza San Pietro per il Regina Caeli del Lunedì dell’Angelo, rivolge ai circa 8mila fedeli, il saluto “pieno di stupore e gioia” che accompagna tutta la settimana. “La disperazione della morte è tolta per sempre, nel nome di Gesù”, dice, ricordando che la liturgia celebra in queste ore “l’ingresso di tutta la creazione nel tempo della salvezza”.
Nel commento che precede la preghiera mariana, Prevost sottolinea il “contrasto” che emerge dal Vangelo di oggi (Mt 28, 8-15). Quello tra il racconto delle donne - che incontrano il Risorto e annunciano “la vittoria di Cristo sulla morte” - e quello delle guardie - che trovano un cadavere rubato e annunciano che “la morte vince sempre e comunque”. Due interpretazioni: “una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva”.
Da tale opposizione il papa riflette “sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana”. Ricordando che spesso il racconto della verità è oscurato da “fake news”. “Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte”, afferma. Gesù si rivolge così alle donne: “Non temete! Andate ad annunciare” (v. 10). “Come il Risorto […] libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro”, afferma.
Il Risorto è la “buona notizia da testimoniare al mondo”. Prevost condivide che è importante “che questo Vangelo raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze”. E menziona alcune persone oppresse del nostro tempo: “popoli tormentati dalla guerra”, “cristiani perseguitati per la loro fede”, “bambini privati dell’istruzione”. “Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”, aggiunge. Ricordando che “la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo”.
Infine, Leone XIV condivide il ricordo - “alla luce del Risorto” - di papa Francesco, morto il Lunedì dell’Angelo dell’anno scorso all’età di 88 anni, il 21 aprile 2025. “Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore - dice - preghiamo insieme la vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità”.
Nei saluti finali il pontefice ha salutato le persone che prendono parte alla Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Rinnovato “l’appello perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia luogo di inclusione e di pace”. Poi, rivolgendosi ai fedeli in ascolto. “Auguro di trascorrere nella gioia e nella fede questo Lunedì dell’Angelo e questi giorni dell’Ottava di Pasqua […]. Perseveriamo nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo”.
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