28/03/2026, 14.29
VATICANO - MONACO
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Papa nel Principato di Monaco; 'Ogni ricchezza ha una destinazione universale'

Leone XIV in visita nel secondo Stato più piccolo del mondo nel primo viaggio internazionale del 2026. Ha invitato a metter il 'dono della piccolezza' a servizio di giustizia e pace, ricordando nella città-Stato dei grandi patrimoni finanziari che "ogni bene ha intrinseca esigenza di essere ridistribuito". Alla Chiesa: "Siate avvocati dei dimenticati e degli emarginati". Ai giovani: "Ciò che dà solidità alla vita è l'amore. Non abbiate paura di donare tutto". 

Principato di Monaco (AsiaNews) - Il primo viaggio internazionale del 2026 ha condotto papa Leone XIV oggi nel Principato di Monaco, secondo Paese più piccolo del mondo, dopo Città del Vaticano. Tra le ultime nazioni europee a mantenere il cattolicesimo come religione di Stato, pur lasciando libertà di culto ai 38mila abitanti. L’elicottero papale è atterrato questa mattina alle 9:04, per una visita di appena 13 ore. Il pontefice, salutando la popolazione, si è detto “lieto” di essere “il primo fra i Successori dell’Apostolo Pietro, nei tempi moderni” a recarsi nella città-stato, che tiene vivo il dialogo tra istituzioni civili e Chiesa. 

All’arrivo, Leone XIV ha incontrato Alberto II di Monaco nel Palazzo del Principe. Nel primo discorso della giornata, il papa ha sottolineato che lo Stato affacciato al Mediterraneo ha nell’“indipendenza una vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale, oggi minacciati da un diffuso clima di chiusura e autosufficienza”. Prevost ha parlato di “dono della piccolezza” che, insieme a “un’eredità spirituale”, impegnano nel servizio verso “diritto” e “giustizia”, “specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace”. 

La visita del papa segue l’invito recapitato dal principe Alberto II di Monaco in occasione dell’udienza in Vaticano del 17 gennaio scorso. Prevost ha sottolineato la “composizione pluralistica” della società locale, con una maggioranza di cittadini con origini straniere, spesso con “ruoli di considerevole influenza in ambito economico e finanziario”. “Abitare qui rappresenta per alcuni un privilegio”, ha affermato. Ricordando che Gesù “viene in mezzo a noi e scuote le configurazioni ingiuste del potere, le strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici”. “Ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore”.

Alle 11, nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il papa ha incontrato la comunità cattolica, leggendo l’omelia nella celebrazione dell’ora media. Leone XIV ha sottolineato il “tratto compassionevole e misericordioso” di Gesù, che “lo rende ‘avvocato’ a difesa dei poveri e dei peccatori, non certo per assecondare il male, ma per liberarli dall’oppressione”. E, riflettendo sul “dono della comunione”, l’ha indicato come “segno per eccellenza della Chiesa, chiamata ad essere nel mondo riflesso dell’amore di Dio che non fa preferenze di persone”. E ha ricordato la “grande ricchezza” della Chiesa nel Principato di Monaco: “Realtà nella quale tutti trovano accoglienza e ospitalità”. 

Infatti, nel “piccolo Stato cosmopolita”, emergono “differenze di tipo socio-economico”. “Nella Chiesa, tali differenze non diventano mai occasione di divisione in classi sociali ma, al contrario, tutti sono accolti in quanto persone e figli di Dio, e tutti sono destinatari di un dono di grazia che incoraggia la comunione, la fraternità e l’amore vicendevole”, ha continuato papa Leone XIV. 

Nell’omelia dell’ora media il papa ha riflettuto anche sul tema dell’“annuncio del Vangelo a difesa dell’uomo”. Gesù è “avvocato” a difesa di “dimenticati ed emarginati”. “Penso allora a una Chiesa chiamata a farsi ‘avvocato’, cioè a difendere l’uomo: tutto l’uomo e tutti gli esseri umani. Si tratta di un cammino di discernimento critico e profetico teso a promuovere ‘uno sviluppo integrale dell’umanità, che ne rispetti la dignità e l’identità autentica”, ha affermato il papa.

Prevost ha quindi incoraggiato la comunità cattolica “a prestare un servizio appassionato e generoso nell’evangelizzazione”. “Annunciate il Vangelo della vita, della speranza e dell’amore; portate a tutti la luce del Vangelo perché venga difesa e promossa la vita di ogni uomo e ogni donna dal suo concepimento alla fine naturale; offrite nuove mappe di orientamento capaci di arginare quelle spinte del secolarismo che rischiano di ridurre l’uomo all’individualismo”, è l’invito rivolto ai fedeli del Principato di Monaco.

Leone XIV ha poi parlato a giovani e catecumeni, nell’area antistante la chiesa di Santa Devota, nel quartiere di La Condamine, dopo aver ringraziato per l'accoglienza l’arcivescovo di Monaco, mons. Dominique-Marie David. Il papa ha ricordato la storia della santa cui la chiesa è intitolata, martire della Corsica. “Giovane coraggiosa, che ha saputo testimoniare la sua fede di fronte alla violenza dei persecutori”, sotto l’imperatore Diocleziano. Il suo messaggio “di pace e d’amore del Vangelo” è giunto “lontano”, nonostante il tentativo di “annientarla”, ha aggiunto. “Ci aiuta a riflettere sul fatto che il bene è più forte del male”.

Alla memoria di Santa Devota, nella stessa chiesa si è aggiunta recentemente anche quella San Carlo Acutis, “giovane innamorato di Gesù” che riposa ad Assisi, canonizzato dallo stesso pontefice, patrono del web. “Carissimi giovani, questi due santi ci incoraggiano e ci spingono a imitarli”, ha detto il papa. “Oggi […] la fede incontra sfide e ostacoli, ma nulla può offuscarne la bellezza e la verità”. Il pontefice ha ricordato che - in un mondo “cultore di una fluidità senza legami” - “ciò che dà solidità alla vita è l’amore”. “Solo così l’inquietudine trova pace”, ha detto. “Non con cose materiali e passeggere, nemmeno con i consensi virtuali di migliaia di like, o con appartenenze condizionanti, artificiali, a volte persino violente. Da queste cose bisogna sgomberare la porta del cuore”. 

Il papa ha evidenziato la necessità “di preghiera, di spazi di silenzio, di ascolto, per far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat, e per approfondire e gustare la bellezza dell’essere veramente e concretamente insieme”. Da qui, l’invito a vivere la Settimana Santa alle porte in “un clima di ascolto della voce dello Spirito e di ciò che succede nel proprio cuore, facendone l’occasione per una serena e profonda revisione della propria vita”. Ciò conta anche per la “carità”. “La vera bellezza la porti tu, quando sai guardare negli occhi chi soffre o chi si sente invisibile tra le luci della città”, ha affermato. E, rivolgendosi a ragazzi e ragazze: “Cari giovani, non abbiate paura di donare tutto, il vostro tempo, le vostre energie, a Dio e ai fratelli, di spendervi fino in fondo per il Signore e per gli altri”. 

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