31/05/2026, 13.50
VATICANO
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Papa: 'Divina Sapienza illumini coscienza delle autorità verso pace giusta e duratura'

Oggi, solennità della Santissima Trinità, all'Angelus Leone XIV ha ricordato la "corale invocazione di pace" dalla recita del Rosario nel mese mariano che si conclude. Ricordati i "popoli martoriati dalla guerra"; implorato "dono della pace" anche ieri dai Giardini Vaticani. Il commento al Vangelo: "Trinità ci fa amare tutto e tutti".

Città del Vaticano (AsiaNews) - “Una corale invocazione di pace” si è levata dalla “catena ininterrotta” del Santo Rosario recitato da tutta la Chiesa nel mese mariano di maggio, che si avvia al termine. Leone XIV l’ha ricordato oggi, domenica 31 maggio, solennità della Santissima Trinità, dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano, dopo la recita dell’Angelus, davanti a circa 20mila persone raccolte in piazza San Pietro. 

Ieri il papa ha guidato la preghiera nella Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani per la fine di maggio, con 2mila persone presenti, in collegamento con 200 santuari mariani. Ieri sera aveva chiesto “il dono della pace”; oggi ha ricordato “i popoli martoriati dalla guerra”. “Possa la divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura”, ha affermato.

Dopo l’Angelus il papa ha ricordato anche la 25esima Giornata del sollievo, che oggi ricorre in Italia. “Sono vicino alle persone malate e a quanti se ne prendono cura; ringrazio e incoraggio tutti coloro che diffondono la cultura della prossimità e della cura”, ha aggiunto stamattina papa Prevost.

Prima della recita della preghiera mariana, Leone XIV ha commentato il Vangelo del giorno (Gv 3,16-18). Ricordando che celebrando oggi il “Mistero di Dio Trinità” viene offerta la possibilità di “ripensare il cammino percorso”, a partire dal suo “centro”, ovvero “la vita di Dio che si è donata a noi in Gesù Cristo”. Una vita che “è una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge”, ha detto Prevost.

Parlando di Nicodemo, presentato nella Parola del giorno, ha sottolineato che “ospitandolo, il Signore diede importanza alla sua ricerca. Lo sorprese, suggerendogli che è possibile anche a un adulto rinascere; gli lasciò intuire che la vita di Dio avrebbe potuto trasformare la sua vita. Gesù parlò a Nicodemo dello Spirito Santo, illuminò la sua notte con la verità che nella festa di oggi risuona in tutte le nostre chiese”.

Il papa ha aggiunto che è possibile trovare “casa” nel Mistero di Dio, così come è accaduto a Nicodemo. “La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro”, ha detto oggi papa Leone XIV. Poi, ha aggiunto: “Per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità”. 

Come Nicodemo, ogni persona può ricevere da Dio lo “Spirito della comunione, che apre il cuore alla nuova verità e alla vera novità”. Il pontefice, dopo l’Angelus di oggi, ha detto: “Chi non accoglie questo Spirito invecchia presto, nel lamento; si trova solo, non ha mai l’animo in festa. Oggi, invece, cari fratelli e sorelle, è festa! La festa di Dio è la nostra festa”. 

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