Papa: Eucaristia potente antidoto a fermenti di divisione nel mondo
Leone XIV all'udienza in San Pietro ha continuato le catechesi sulla costituzione Sacrosanctum Concilium. Eucaristia conduce a "dinamica dell'unità" e insegna ad "adottare lo stile di vita" di Gesù. L'incontro con scrittori e scrittrici per i 100 anni della Libreria Editrice Vaticana: scrivere è "atto di verità" e "ha a che fare con Dio".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Anche papa Leone XIV ha ammesso il grande “caldo di questi giorni” a Roma. All’udienza generale, presieduta stamane di fronte a circa 25mila persone, che il sole non ha scoraggiato dal recarsi in piazza San Pietro. Prevost le ha salutate all’inizio, con un lungo giro in papamobile. Subito prima di condividere la quarta catechesi dedicata alla costituzione conciliare sulla liturgia, Sacrosanctum Concilium. Sull’Eucaristia ha detto: “Offre un potente antidoto ai fermenti di divisione che minano il nostro mondo, le nostre comunità, le nostre famiglie, il nostro cuore”.
Il pontefice ha spiegato che il documento presenta l’Eucaristia con “accenti agostiniani”; essa è “via dell’unione con Dio e dell’unione reciproca”. Leone XIV l’ha descritta come “sacramento del Regno che viene”. “Pane del cammino, che ci conduce verso la Patria celeste, fino al giorno beato in cui ‘Dio sarà tutto in tutti’”. Essa conduce alla “dinamica dell’unità”, mentre insegna anche ad “adottare lo stile di vita del Signore Gesù stesso, contrassegnato dal dono gratuito di sé”.
Prevost ha parlato di due parti della Messa “strettamente congiunte”: la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica. Dal momento che prendere parte all’Eucaristia conduce “ad ascoltare la Parola di Dio e a nutrirci alla mensa del Signore”. Sulla prima, ha ricordato “che non si tratta soltanto di acquisire un sapere intellettuale sulle Scritture”; in quanto la Parola è “viva ed efficace”. A tal proposito, ha sottolineato che il Concilio Vaticano II “ha chiesto di aprire più largamente i tesori della Bibbia”. In particolare, con lo strumento del Lezionario, il testo che raccoglie tutte le Letture bibliche per le celebrazioni liturgiche.
Infine, il papa ha ricordato il riferimento alla Tradizione, contenuto in Sacrosanctum Concilium. Citando il passaggio in cui si menziona l’istituzione di Gesù del “sacrificio eucaristico”, nell’ultima cena. Esso è “sacramento di amore, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolma di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura” (n. 47), ha affermato.
Oggi, prima dell’udienza, Leone XIV ha ricevuto nell’auletta dell’Aula Paolo VI un gruppo di scrittori e scrittrici, in occasione del centenario della Libreria Editrice Vaticana, fondata nel 1926. Tra essi vi sono Marilynne Robinson, Jon Fosse, Eric-Emmanuel Schmitt, Elizabeth Strout, Vittorio Lingiardi ed Enrico Brizzi. È un’occasione “propizia” per una riflessione sui libri e sull’azione di scrivere, “forma di espressione umana di cui voi siete, con varietà di stili e di linguaggi, maestri e modelli”, ha detto il papa alle persone presenti.
“Abbiamo bisogno di voi”, ha esclamato. Soprattutto per “immaginazione”, “fantasia narrativa” e “vivacità di pensiero” che sono proprie di questi “maestri”. Affinché si creino “spazi di libertà e di autenticità, dentro i quali la grazia divina possa far risuonare una promessa di consolazione e di pace. Vi ringrazio per ogni volta in cui avete sparso semi di riconciliazione, di incontro, di amicizia”, ha detto.
Scrivere “è un atto di verità, di svelamento”. Tuttavia, “non siamo mai padroni della verità, è lei semmai a ‘conquistarci’. Per questo vi auguro di essere capaci di suscitare attrazione per la verità, perché voi stessi ne siete attratti”, ha aggiunto Prevost. Scrivere è anche un “gesto di umanità”. Capace di attivare “il potere empatico dell’immaginazione”, che ricordava papa Francesco. Una “grande palestra di umanità” che chi legge può sperimentare. Mezzo per la “capacità di identificazione con il punto di vista, la condizione, il sentire altrui” che apre a solidarietà, condivisione e compassione.
Inoltre, scrivere “ha a che fare con Dio”. “Quando andiamo al fondo della nostra umanità, non siamo distanti da Dio: è lì, nel mezzo di storie molto umane, che Dio si rivela. Il Dio della Bibbia si manifesta nella liberazione dalla schiavitù, nella nascita ormai insperata di un figlio, nell’amore misericordioso e fedele”, ha spiegato papa Leone.





