Papa: 'Futuro dell'umanità sta nel rispetto e nella fratellanza tra i popoli'
Leone XIV all'Angelus: "Strategie di potenza economica e militare non danno futuro". La vicinanza alle vittime di terrorismo in Nigeria: "Adoperarsi per la tutela della vita". Sulla Giornata contro la tratta: "Pace comincia con la dignità". Nel commento al Vangelo: "Nel Pane spezzato la vita donata, amore che non fa rumore".
Città del Vaticano (AsiaNews) - “Continuiamo a pregare per la pace”, ha affermato Leone XIV stamane, dopo la recita dell’Angelus. “Le strategie di potenza economica e militare, ce lo insegna la storia, non danno futuro all’umanità”. Quello del papa è un appello rivolto a tutte le persone in ascolto: per gli uomini e le donne della Terra c’è divenire solamente seguendo paradigmi distanti dalla logica delle armi e della competizione. “Il futuro sta nel rispetto e nella fratellanza tra i popoli”, ha spiegato.
Il papa, dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano, ha condiviso anche “dolore e preoccupazione” per gli attacchi in Nigeria, dove violenza e rapimenti tengono in ostaggio le regioni settentrionali. Sarebbero almeno 51 le persone sequestrate e uccise negli ultimi giorni, nel Paese dove muoiono più cristiani al mondo. Leone XIV ha espresso “vicinanza orante” alle vittime di “terrorismo”. “Adoperarsi con determinazione per garantire la sicurezza e la tutela della vita”, ha aggiunto, rivolgendosi alle autorità.
Poi, Prevost ha ricordato l’odierna memoria di Santa Giuseppina Bakhita (1869-1947), religiosa di origini sudanesi canonizzata nel 2000, vittima di mercanti di schiavi. In concomitanza, si celebra la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone. “Ringrazio le religiose e tutti coloro che si impegnano per contrastare ed eliminare le attuali forme di schiavitù. Insieme a loro dico: la pace comincia con la dignità!”, ha detto papa Leone XIV.
Inoltre, il pontefice ha assicurato la propria preghiera alle popolazioni di Portogallo, Marocco, Spagna - “in particolare di Grazalema in Andalusia” - e dell’Italia meridionale - “specialmente di Niscemi in Sicilia” -, colpite da inondazioni e frane. “Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali, con la materna protezione della Vergine Maria”, ha detto dopo l’Angelus.
Nel commento al Vangelo del giorno (Mt 5,13-16). Nel brano di Matteo, Gesù, dopo aver annunciato le Beatitudini, dice: “Voi siete il sale della terra”. E poi: “Voi siete la luce del mondo”. Il papa ha affermato che è “la gioia vera a dare un sapore alla vita e a far venire alla luce ciò che prima non era”. “Questa gioia sprigiona da uno stile di vita, da un modo di abitare la terra e di vivere insieme che va desiderato e scelto. È la vita che risplende in Gesù, il sapore nuovo dei suoi gesti e delle sue parole”, ha detto Prevost.
Rinunciare ad alla gioia, ovvero “perdere il sapore”, può essere “doloroso”. “Eppure, è possibile avere questa ferita nel cuore”, ha detto il papa. “Quante persone - forse è capitato anche noi - si sentono da buttare, sbagliate. È come se la loro luce sia stata nascosta. Gesù, però, ci annuncia un Dio che mai ci getterà via”. Perché “ogni ferita, anche profonda, guarirà accogliendo la parola delle Beatitudini e rimettendoci a camminare sulla via del Vangelo”.
La gioia può essere riaccesa con “gesti di apertura agli altri e di attenzione”, ha affermato Leone XIV. “Certo, nella loro semplicità ci pongono controcorrente. Gesù stesso fu tentato, nel deserto, da altre strade: far valere la sua identità, esibirla, avere il mondo ai propri piedi. Respinse, però, le vie in cui si sarebbe perso il suo vero sapore, quello che ritroviamo ogni domenica nel Pane spezzato: la vita donata, l’amore che non fa rumore”, ha aggiunto.



