28/01/2022, 12.02
VATICANO
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Papa: combattere da cristiani le fake news sul Covid, ma rispettando sempre le persone

“Non possiamo nasconderci che in questo tempo, oltre alla pandemia, si diffonde l’’infodemia’, cioè la deformazione della realtà basata sulla paura, che nella società globale fa rimbombare echi e commenti su notizie falsificate se non inventate”. “Le fake news vanno contrastate, ma sempre vanno rispettate le persone, che spesso senza piena avvertenza e responsabilità vi aderiscono”. “La verità non è mai solo un concetto riguardante il giudizio sulle cose. La verità riguarda la vita intera”,

Città del Vaticano (AsiaNews) – Lavorare insieme per cercare la verità è il modo migliore per contrastare le fake news e le informazioni fuorvianti che circolano in particolare sui vaccini contro il Covid. E’ il compito di una informazione rigorosa che non si piega a interessi economici o politici della quale ha parlato oggi papa Francesco ricevendo i partecipanti all’incontro promosso dal Consorzio internazionale di media cattolici “Catholic fact-checking”.

Contrastare fake news e disinformazione che viene diffusa magari inconsciamente per la comunicazione cattolica significa costruire ponti e non essere “contro”. Già Paolo VI, ha ricordato Francesco, sottolineava che il lavoro dell’informatore sociale “esige rigore nel metodo, nel controllo e nella valutazione critica delle fonti, nella fedeltà ai dati osservati e nella trasmissione integrale di essi”.

Commentando l’iniziativa di mettere in rete diversi media cattolici e coinvolgendo vari esperti, Francesco ha rilevato che essa “nasce come un consorzio che si propone di essere insieme per la verità”.

“Anzitutto insieme. Questo, anche nel campo dell’informazione, è fondamentale. Fare rete, mettere in comune capacità, conoscenze, contributi, per poter informare in maniera adeguata, rappresenta già di per sé una prima testimonianza. In un tempo ferito dalla pandemia e da tante divisioni, il fatto di stare in rete come comunicatori cristiani è già un messaggio. Non possiamo nasconderci che in questo tempo, oltre alla pandemia, si diffonde l’’infodemia’, cioè la deformazione della realtà basata sulla paura, che nella società globale fa rimbombare echi e commenti su notizie falsificate se non inventate. A questo clima può contribuire, spesso inconsapevolmente, anche il moltiplicarsi e l’accavallarsi di informazioni, commenti e pareri cosiddetti ‘scientifici’, che finiscono per ingenerare confusione nel lettore o nell’ascoltatore. È importante perciò stare in rete e fare alleanza con la ricerca scientifica sulle malattie, che progredisce e ci permette di combatterle meglio”.

“Insieme” è un principio che vale anche per i vaccini che vanno dati a tutti non per la “fretta delle nazioni benestanti di stare più sicure”. “I rimedi vanno distribuiti con dignità, non come elemosine pietose”. E “la corretta informazione va garantita soprattutto a coloro che sono meno provvisti di mezzi, ai più deboli, a coloro che sono più vulnerabili”.

“La seconda parola - ha detto ancora Francesco - dopo insieme, è per: insieme per. È una parola molto piccola ma rivelatrice: ci ricorda che come cristiani siamo contro le ingiustizie e le menzogne, ma sempre per le persone. Anche se lo scopo del vostro consorzio è quello di combattere la disinformazione, di contrastare le fake news e la manipolazione delle coscienze dei più deboli, non dobbiamo mai dimenticare la fondamentale distinzione tra le notizie e le persone. Le fake news vanno contrastate, ma sempre vanno rispettate le persone, che spesso senza piena avvertenza e responsabilità vi aderiscono. Il comunicatore cristiano fa proprio lo stile evangelico, costruisce ponti, è artigiano di pace anche e soprattutto nella ricerca della verità. Il suo approccio non è di contrapposizione alle persone, non assume atteggiamenti di superiorità, non semplifica la realtà, per non scadere in un fideismo di stampo scientifico”. Anche la scienza, infatti, “è un continuo approssimarsi alla soluzione dei problemi”. Per questo, “come cristiani dobbiamo essere i primi a evitare la logica della contrapposizione e della semplificazione, cercando sempre di avvicinare, di accompagnare, di rispondere in modo pacato e ragionato alle domande e alle obiezioni. Cerchiamo di operare per la corretta e veritiera informazione sul Covid-19 e sui vaccini, ma senza scavare fossati, senza ghettizzare”.

La terza parola è verità. “Non stanchiamoci di verificare le notizie, di presentare in modo adeguato i dati, di essere noi stessi sempre in ricerca. La ricerca della verità non può essere piegata a un’ottica commerciale, agli interessi dei potenti, ai grandi interessi economici. Essere insieme per la verità significa anche cercare un antidoto agli algoritmi progettati per massimizzare la redditività commerciale, significa promuovere una società informata, giusta, sana e sostenibile”.

Per il cristiano, poi, “la verità non è mai solo un concetto riguardante il giudizio sulle cose. La verità riguarda la vita intera”, è “ciò su cui ci si può appoggiare per non cadere. In questo senso relazionale, l’unico veramente affidabile e degno di fiducia, sul quale si può contare, ossia ‘vero’, è il Dio vivente”, Gesù. “L’uomo, allora, scopre e riscopre la verità quando la sperimenta in sé stesso come fedeltà e affidabilità di chi lo ama» (Messaggio per la 52° Giornata delle Comunicazioni sociali 2018). Lavorare al servizio della verità significa dunque cercare ciò che favorisce la comunione e promuove il bene di tutti, non ciò che isola, divide e contrappone”.

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