01/06/2017, 12.23
CINA
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Pechino, la crescita della produzione continua a rallentare

In maggio l’istituto nazionale di statistica ha registrato una realtà stagnante del settore manifatturiero . Mentre l’indice di produzione è arrivato al limite della contrazione. La sfida del governo è quella di alimentare l’espansione senza correre rischi finanziari.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - L'attività delle fabbriche in Cina è risultata stagnante nel mese di maggio, secondo i dati ufficiali diffusi ieri da Nbs (National bureau of statistics), l’istituto nazionale di statistica cinese. Segno che la seconda economia più grande del mondo sta lentamente rallentando la sua espansione.

Il Pmi (Purchasing managers index), l’indice che nasce da un’indagine condotta sui direttori d’acquisto delle principali aziende per testare le opinioni sull’andamento del comparto manifatturiero, è arrivato a 51,2 nel mese di maggio, uguale a quello di aprile, la cifra più bassa degli ultimi sei mesi e vicina alla soglia dell’inversione della tendenza tra espansione e contrazione indicata a 50 punti.

La crescita è moderata per il secondo mese consecutivo e tra i dati che emergono c’è l'inventario dei materiali di produzione che continua a restringersi, mentre le scorte di prodotti finiti hanno raggiunto il periodo di quattro mesi per lo smaltimento.

"La domanda a valle è stata lenta e la produzione continua a raffreddarsi, indicando che la crescita economica sta diminuendo lentamente dopo il rimbalzo", ha dichiarato Jiang Chao, analista con Haitong Securities a Caixin. "Una crescita economica che può ancora decelerare, poiché la domanda è probabile che scenderà nei prossimi mesi", ha aggiunto Jiang. Gli analisti avvertono che i segni di un possibile ulteriore indebolimento della domanda sono in aumento dato che i prezzi sono in calo.

I costi dei materiali si sono contratti in maggio per la prima volta dal gennaio 2016, mentre i prezzi di produzione sono diminuiti per il secondo mese consecutivo ad un ritmo più veloce di quello di aprile secondo Nbs. I dati Pmi hanno seguito l'annuncio del Nbs che i profitti delle imprese industriali sono aumentati del 14 per cento anno su anno in aprile, in calo però del 23,8 per cento rispetto a marzo.

"I dati economici del secondo trimestre sono stati in gran parte determinati da un aumento dei costi finanziari a breve termine e dallo smaltimento delle scorte di materie prime industriali", hanno commentato in una nota gli analisti con la banca d'investimento China International Capital Corp. 

Un certo numero di economisti ritengono che il governo cinese stia camminando su una linea sottile per frenare i rischi finanziari e mantenere l'espansione. La scorsa settimana l’agenzia Moody's ha abbassato i rating creditizi dei fondi sovrani della Cina per la prima volta dal 1989, avvertendo che l'attenzione del governo sul mantenimento della crescita aumenterà l'onere del debito del Paese facendo perdere forza finanziaria.

Un indicatore privato della produzione cinese, Cina Caixin Pmi, è già sceso sotto i 50 punti per la prima volta dal giugno 2016. Significativo per le piccole imprese, anche se il campione di rilevamento è più ristretto rispetto alla lettura Pmi del governo, perché nel settore privato le pressioni sui prezzi hanno effetti più immediati.

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