07/06/2023, 13.05
CINA - LAOS
Invia ad un amico

Pechino arresta attivista anti-censura rifugiato in Laos

Qiao Xinxin è stato fermato in una operazione oltre-confine delle forze di sicurezza di Pechino. Secondo fonti locali egli è stato prelevato da tre poliziotti laotiani e sei cinesi legati al Partito comunista. Il dissidente ed ex collaboratore di Radio Free Asia ha fondato il movimento “Internet Firewall of China” contro le restrizioni alla rete. 

Pechino (AsiaNews) - La morsa della repressione cinese varca anche i confini e si muove tranquillamente anche nel vicino Laos, dove un dissidente è stato arrestato in gran segreto dalla polizia e portato in una destinazione sconosciuta. La vicenda è avvenuta nei giorni scorsi, prima della ricorrenza del 4 giugno in cui si ricorda la rivolta di piazza Tiananmen del 1989 a Pechino soffocata nel sangue dalla leadership comunista. Nel mirino l’attivista pro-democrazia Qiao Xinxin, ex giornalista di Radio Free Asia (Rfa) e fondatore del movimento “Internet Firewall of China” che si batte contro la censura in rete, equiparata in maniera simbolica alla grande muraglia.

Nelle scorse settimane lo stesso dissidente aveva accusato i vertici del Partito comunista cinese di usare la sua famiglia per minacciarlo, o ricattarlo. E per costringerlo ad interrompere la sua campagna pro-diritti e la lotta contro “il muro” intimandogli di varcare i confini e fare ritorno nella madrepatria dal suo esilio in Thailandia e Laos.

La “grande muraglia” sul web è una delle principali fonti di censura usata dalla Cina ed elemento di forte contrasto fra Pechino e l’Occidente. Esso permette di bloccare navigazione e contenuti sui principali motori di ricerca come Google o sulle piattaforme sociale come Twitter e YouTube, per un totale di 310mila siti web passati minuziosamente al setaccio. Esso permette anche di oscurare alcuni temi particolarmente sensibili come avviene ogni anno per i fatti di Tiananmen o per grandi eventi o tematiche come il Dalai Lama e il Tibet.

Fra gli attivisti che nell’ultimo periodo si sono battuti contro questa durissima forma di censura vi è anche l’ex collaboratore di Rfa, noto in passato come Yang Zewei, nato nell’agosto 1986 nella contea di Qidong, nella provincia dell’Hunan. Secondo alcune informazioni, egli sarebbe stato arrestato dalla polizia cinese in una operazione oltre-confine in Laos fra fine maggio e i primi giorni di giugno alla vigilia del 34mo anniversario di piazza Tiananmen. 

Secondo il Respect for Rights Protection Network da giorni non si hanno notizie della sorte di Qiao Xinxin. Il 3 giugno un amico del dissidente si è recato nella sua abitazione trovandola chiusa a chiave. Un vicino di casa, laotiano, ha riferito che tre giorni prima erano arrivati tre poliziotti locali e sei cinesi legati al Partito comunista, che lo hanno prelevato. Altri conoscenti hanno confermato il fermo ma non hanno potuto parlare prima perché seguiti da agenti di polizia in borghese.

Qiao Xinxin sapeva da tempo di essere nel mirino delle autorità di Pechino, in particolare del numero due dell’Ufficio della Pubblica sicurezza del partito Chen Siyuan che avrebbe lanciato una vera e propria caccia all’uomo per scovarlo. Al contempo, il dipartimento dell’Hunan ha promosso una indagine sul dissidente, esercitando pressioni su parenti e amici. Dalle poche informazioni a disposizione, non è dato sapere al momento dove si trovi e in quale punto della Cina continentale sia trattenuto o se sia ancora sotto custodia in Laos.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Sri Lanka all'Onu: Verità sulle sorti del dissidente laotiano Sombath Somphone
19/12/2014
Volano scarpe e uova contro il “padre” della censura cinese
19/05/2011
Lotta alle VPN: il muro di internet soffoca anche il lavoro in Cina
28/09/2023 11:05
Il noto avvocato attivista Xu Zhiyong in carcere per “evasione fiscale”
19/08/2009
Apple fa un favore alla censura di Pechino: ‘Dobbiamo rispettare la legge’
03/08/2017 14:50


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”