Saigon: tornano le croci sulla vetta della cattedrale, segno visibile di fede
Conclusa l’opera di restauro della Notre Dame, durata un decennio. La posa in concomitanza con la festa di san Giuseppe. Per mons. Zalewski sono “un segno della fede posto nel cuore della città”. Lo scorso anno oltre 200 fra chiese, edifici ecclesiastici e altre strutture legate alle opere pastorali costruite a livello nazionale.
Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Dopo un lavoro durato anni di restauro, la cattedrale di Notre Dame a Saigon [oggi Ho Chi Minh City] può sfoggiare di nuovo le sue croci dorate sulla cima due torri gemelle, tornate da ieri a essere segno visibile della fede e della presenza cristiana nello skyline della metropoli del sud del Vietnam. L’installazione ha avuto luogo in concomitanza con la solennità di San Giuseppe e segna un momento significativo nell’opera di ammodernamento dello storico luogo di culto, restituendo nuovo splendore a un simbolo religioso a lungo associato alla vita spirituale della città.
I vertici della Chiesa vietnamita e le squadre impegnate nel restauro hanno assistito alla posa delle due croci, con le gru che le hanno sollevate a 57 metri di altezza per poi fissarle sulle torri rivestite di zinco. Mons. Marek Zalewski, rappresentante non residente del Vaticano in Vietnam, ha affermato che il ritorno delle croci riveste “un significato spirituale”, dopo che erano state rimosse nel 2023 per essere sottoposte a restauro spiega LiCAS.news. Per il prelato si tratta di “un segno della fede posto nel cuore della città, che orienta le persone verso il mistero della Croce di Cristo” e di una Chiesa che è formata da “pietre vive”, alla quale ogni credente può dare il proprio contributo attraverso opere di fede e di carità.
Mons. Zalewski ha proseguito ricordando che la croce rimanda “sia al sacrificio che alla resurrezione”. La cerimonia di ieri è coincisa con la festa di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale. Da qui l’esortazione dell’arcivescovo a proteggere la fede, la famiglia e la vita comunitaria attraverso “l’umiltà e la fedeltà”. Il processo di posa delle croci è stato supervisionato da ingegneri e specialisti provenienti dall’estero e dal Vietnam.
Ciascuna delle due è alta più di 3,7 metri e pesa circa 400 chilogrammi. Sono realizzate in acciaio e ricoperte di foglia d’oro, un materiale adatto alle condizioni tropicali. Le croci sono state realizzate in Belgio sulla base del progetto originale. Il lavoro è il risultato di diversi anni di studi tecnici, tra cui verifiche strutturali, scansioni 3D e analisi dei materiali. Le croci originali, che erano rimaste in piedi per quasi 130 anni, sono state rimosse nel marzo 2023 dopo che è stato riscontrato un grave deterioramento. Costruita tra il 1877 e il 1880, la cattedrale rimane uno dei monumenti più famosi della città, con le opere di restauro che hanno interessato il tetto, la struttura portante e i campanili.
Il restauro delle croci della cattedrale di Saigon è un altro dei segni visibili della crescita della Chiesa in Vietnam che, sottolinea Ucan, “solo nel 2025 ha visto oltre 200 fra chiese, canoniche, edifici ecclesiastici e altre strutture legate al clero costruite a livello nazionale. Quasi 150 erano nelle diocesi settentrionali, dove molte proprietà della chiesa - prosegue l’analisi - erano state a lungo trascurate da quando molti cattolici sono migrati a sud nel 1954 in seguito all’ascesa al potere del governo comunista nel nord”. Inoltre, nuove chiese stanno comparendo anche nelle aree urbane in espansione man mano che i migranti si spostano nelle città e stabiliscono nuove parrocchie.
Alcuni di questi progetti possono sembrare enormi in termini di dimensioni e costi, impiegando anche un decennio per essere completati al costo di milioni di dollari. Un esempio sorprendente è la chiesa di Lang Van nella provincia settentrionale di Ninh Binh, inaugurata lo scorso dicembre dopo 10 anni di lavori e al costo di 15,2 milioni di dollari, “la più grande del sud-est asiatico” secondo i media locali e finanziata da un ricco uomo di affari cattolico locale. L’edificio in stile gotico può ospitare circa 5mila persone, con una sala seminterrato per altre 800. Il suo campanile si innalza per 110 metri. Il nuovo edificio ha sostituito una chiesa più vecchia che non poteva più ospitare i quasi 4.000 membri della parrocchia di 140 anni.
La portata di queste opere non manca di innescare dibattiti, anche accesi, all’interno della comunità cattolica, perché qualcuno si chiede se le risorse non è meglio investirle in programmi dedicati all’istruzione, alla carità o per i poveri. Esperti e studiosi di sociologia distinguono tra due forme di capitale religioso: capitale materiale - edifici e beni - e capitale sociale o spirituale, che include legami comunitari, servizio e fede vivente. Se il primo cresce più velocemente del secondo, avvertono, una chiesa può diventare ricca di proprietà ma povera di vita comunitaria. Il boom delle costruzioni di oggi in Vietnam riflette sia la ripresa storica che il desiderio di una presenza visibile. Tuttavia, la sfida più profonda che la Chiesa cattolica deve affrontare potrebbe non essere quella relativa al numero di edifici, concludono gli esperti, quanto piuttosto se gli edifici aiutano a nutrire vivaci comunità di fede in grado di servire la società e vivere il Vangelo.
(Photo credit: Son Nu SPC, Minh Phong, Paul Pham / Vietnamese Bishops’ Conference)






