Seoul valuta il ritorno degli Hanja a scuola contro crisi competenze linguistiche
Sostituiti con l'alfabeto coreano Hangeul dopo la liberazione dal dominio giapponese, i caratteri cinesi sono alla radice del 57% dei vocaboli. Ma oggi - anche per l'uso eccessivo di smartphone e videogiochi - due studenti ogni dieci faticano a comprendere le parole dei libri di testo e gli insegnanti premono per ripartire dagli Hanja per migliorare l'alfabetizzazione. Ma il tema resta divisivo dal punto di vista politico.
Seoul (AsiaNews/AGenzie) - In Corea del Sud la Commissione nazionale per l’istruzione ha annunciato che sta valutando possibili misure per rafforzare la conoscenza degli Hanja, i caratteri cinesi, nell’ambito di un più ampio piano per migliorare l’alfabetizzazione degli studenti. Tra le ipotesi in discussione vi è anche l’introduzione di annotazioni in Hanja nei libri di testo. Anche se, tenendo presente le forti sensibilità politiche sull'argomento, il presidente del Comitato speciale sull’alfabetizzazione Kim Kyung-hoe ha specificato che il dibattito si concentrerà solo su lettura, scrittura e vocabolario.
Alla base dell'iniziativa ci sono le crescenti preoccupazioni degli insegnanti, molti dei quali segnalano un calo significativo delle competenze linguistiche degli studenti. Numerosi alunni hanno difficoltà a comprendere soprattutto le parole coreane di origine cinese, che costituiscono una parte importante del lessico. Non tutti, però, sono favorevoli a un ritorno degli Hanja nei materiali scolastici. Alcuni membri della commissione e rappresentanti sindacali temono che una simile misura possa riproporre polemiche già viste in passato, come durante l’amministrazione Park Geun-hye, quando un progetto analogo fu abbandonato a causa della forte opposizione del mondo scolastico.
Storicamente, gli Hanja rappresentano il primo sistema di scrittura utilizzato in Corea, impiegato per secoli anche dopo l’introduzione dell’alfabeto coreano (Hangeul). Dopo la liberazione dal dominio giapponese nel 1945, il governo sudcoreano promosse l’uso esclusivo dell’Hangeul per rafforzare l’identità nazionale e migliorare l’efficienza amministrativa. L’insegnamento degli Hanja fu progressivamente ridotto fino a diventare opzionale negli anni Settanta.
Oggi, il tema resta fortemente divisivo. I sostenitori ritengono che lo studio degli Hanja sia fondamentale per comprendere a fondo la lingua coreana e migliorare l’alfabetizzazione. I critici, invece, temono che possa indebolire l’identità linguistica nazionale e aumentare le disuguaglianze educative, favorendo gli studenti con maggiori risorse. Anche chi riconosce i potenziali benefici invita alla cautela, sottolineando la necessità di stabilire carichi di studio adeguati per evitare effetti negativi.
Il dibattito sugli Hanja si inserisce in un contesto più ampio, definito da alcuni come una vera e propria crisi dell’alfabetizzazione. Un sondaggio del 2024 ha rivelato che il 92% degli insegnanti ritiene siano peggiorate rispetto al passato le competenze linguistiche degli studenti. Inoltre, circa due studenti su dieci non riescono a comprendere i libri di testo senza un aiuto significativo, e una percentuale simile presenta competenze inferiori al livello atteso per la propria classe. Tra le cause principali vengono indicati l’uso eccessivo di smartphone e videogiochi, ma alcuni ritengono che anche la scarsa conoscenza degli Hanja giochi un ruolo importante.
Circa il 57% del vocabolario coreano deriva infatti da questi caratteri e molti studenti faticano a coglierne il significato. Gli insegnanti riportano esempi di frequenti confusioni lessicali dovute all’ignoranza delle radici dei termini: parole con suoni simili vengono fraintese o associate a significati errati. Il problema non si limita alle scuole, ma si estende anche all’università, dove alcuni studenti interpretano in modo scorretto termini complessi per la stessa ragione.
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