08/04/2022, 12.43
ISRAELE - PALESTINA
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Tel Aviv, due morti nell’attacco alla movida. Timori per le imminenti festività

Un 29enne palestinese ha aperto il fuoco in una via popolata di locali, causando il ferimento di 12 persone. La polizia lo ha ucciso dopo una caccia all’uomo rilanciata sui social e nei media. Il plauso di Hamas e della Jihad islamica, condanna dell’Autorità palestinese. Massima allerta a Gerusalemme. Leader cristiano: opera di “lupi solitari”, matrice “incerta”. 

Gerusalemme (AsiaNews) - In occasione del Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera islamico, “si verificano episodi di violenza” spesso legati a “singoli che vogliono diventare martiri” e immolarsi per la causa “incitando e fomentando la violenza”. Sobhy Makhoul, membro della Chiesa maronita di Gerusalemme e già amministratore del Christian Media Center, osserva con preoccupazione l’escalation di attentati nell’ultimo periodo in Israele riconducibili a “gesti isolati, iniziative personali”. Almeno per il momento, afferma, “non sarebbero eventi drammatici su larga scala con una regia organizzata, ma attacchi solitari che non sembrano studiati a tavolino”. 

Nella serata di ieri le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso un palestinese, che in precedenza aveva assassinato due persone e ne aveva ferite altre 12 aprendo il fuoco nei pressi di un bar a Tel Aviv. Luogo dell’attentato Dizengoff Street, via affollata e cuore della movida della capitale economica e commerciale di Israele, gremita di locali e ristoranti. Dopo aver colpito il 29enne Raad Hazem, originario di Jenin e secondo alcuni fonti affiliato alle Brigate martiri di al-Aqsa (Fatah), si è dato alla fuga ma è stato bloccato e “neutralizzato” a Jaffa. 

Le immagini dell’attacco sono state rilanciate sui social e mostrano un clima di tensione e terrore per una serata che doveva essere di festa per l’inizio del week-end. Le vittime sono due giovani, amici di infanzia, Eytam Magini e Tomer Morad, entrambi originari di Kfar Saba. Al momento il gesto non è stato rivendicato in via ufficiale da una sigla armata, ma è stato accolto con soddisfazione da Hamas e dalla Jihad islamica che lo definiscono “eroico” e un “chiaro messaggio all’occupazione che deve fermare le sue incursioni alla moschea di al-Aqsa”. Condanna viene invece espressa dal presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas, secondo cui la morte di civili palestinesi e israeliani porta solo a un ulteriore deterioramento della situazione”. 

Quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga scia di sangue che di recente ha colpito Israele: la scorsa settimana un palestinese aveva aperto il fuoco nel sobborgo ebraico ultra-ortodosso di Bnei Brak, vicino Tel Aviv. Qualche giorno prima due poliziotti erano stati uccisi da un giovane arabo-israeliano ad Hadera, in un attacco poi rivendicato dallo Stato islamico (SI, ex Isis). Il 22 marzo a Beersheva, nel Negev, erano morti altri quattro israeliani. 

“Degli ultimi eventi - sottolinea Sobhy Makhoul - preoccupa quello che ha visto protagonisti arabi israeliani e l’ispirazione ai movimenti jihadisti, come lo Stato islamico, che vogliono colpire il cuore di Israele. Ad oggi sembrano lupi solitari, singoli individui e non è chiaro se vi sia una regia organizzata e un movimento più ampio alle spalle”. Israeliani e palestinesi, prosegue il leader cristiano, “sono interessati a mantenere la calma” anche in vista delle celebrazioni legate alle festività religiose. A questo si unisce un massiccio dispiegamento della polizia, tanto che oggi “vi sono almeno 3mila agenti a pattugliare gli ingressi a Gerusalemme e non è dato sapere se sarà consentito l’accesso alla Spianata delle moschee per la preghiera del venerdì. “In mattinata - aggiunge - tutti gli accessi erano chiusi”.

Fra i motivi che generano incertezza, sottolinea, vi è “la situazione politica in Israele” con un governo che ha perso la maggioranza in Parlamento e “non si sa cosa possa succedere. Una coalizione fragile, che va dalla destra religiosa fino alla sinistra. L’ex premier Benjamin Netanyahu non è il solo a beneficiare o volere la sua caduta, perché anche all’interno del suo stesso partito vi sono altre figure che mirano al potere”. Infine, in previsione della Pasqua la speranza è che possa “portare un po’ tranquillità: assistiamo - conclude - a un ingorgo di feste, però sono previsti pochi pellegrini anche per questioni legate alla sicurezza. L’aspetto positivo è che saranno funzioni aperte perché hanno tolto le restrizioni legate al Covid-19. C’è voglia di partecipare, malgrado le tensioni”. 

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