08/06/2022, 08.58
RUSSIA
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Terremoto ai vertici del patriarcato di Mosca: Kirill silura Ilarion

di Vladimir Rozanskij

Il metropolita era il “ministro degli Esteri” del patriarca moscovita. Non ha sostenuto in modo diretto le posizioni filo-putiniane di Kirill sull’attacco all’Ucraina. Ha cercato anche di tenere aperto il dialogo con le altre Chiese a partire dal Vaticano. Spostato (esiliato) a Budapest.

Mosca (AsiaNews) – Con una decisione piuttosto inattesa, secondo lo stile impetuoso del patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), il Sinodo moscovita ha sostituito il capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, il metropolita Ilarion (Alfeev), con il metropolita Antonij (Sevrjuk), finora titolare della cattedra russa di Parigi e dell’Europa occidentale. Si tratta di una vera rivoluzione ai vertici del patriarcato, ancora difficile da decifrare.

Ilarion, 58 anni, era il primo collaboratore del 75enne Kirill, e uno dei suoi possibili successori naturali. Cresciuto nel gruppo dei fedelissimi dell’attuale patriarca, patrologo e teologo, rappresenta l’ala culturalmente più raffinata dell’élite ecclesiastica della Chiesa russa, che egli ha esaltato anche con le sue opere di compositore musicale e le pubblicazioni di Storia della Chiesa russa. Egli ha istituito anche l’Alta scuola di specializzazione per aspiranti e dottori “Cirillo e Metodio”, per la formazione superiore dei teologi russi, dove ora è stato sostituito da un teologo molto conservatore, padre Maksim Kozlov.

Monaco dal 1987, Ilarion ha iniziato il suo servizio ecclesiastico a Vilnius in Lituania, per poi continuare gli studi a Mosca e a Oxford, dove è stato inviato nel 1993, divenendo discepolo di uno dei più rinomati teologi ortodossi degli ultimi decenni, il metropolita di Diokleia Kallistos (Ware). Tornato a Mosca, ha lavorato al dipartimento “degli Esteri” nella squadra di Kirill, allora metropolita e capo del settore, diventando il suo principale aiutante anche nel campo dell’insegnamento della teologia e della diffusione popolare dell’Ortodossia anche nelle trasmissioni televisive, uno strumento molto efficace della “rinascita religiosa”. Mentre Kirill teneva la trasmissione “La Voce del Pastore” sul primo canale, Ilarion animava su Tv-Tsentr la rubrica “Pace alla vostra casa”, entrambe molto popolari tra il grande pubblico.

Archimandrita e vescovo dal 2001, Ilarion è stato inviato nuovamente in Inghilterra come vicario del leggendario vescovo anglo-russo Antonij (Bloom), che aveva creato una speciale sintesi di Ortodossia russa e cultura britannica. Ilarion ha realizzato il compito affidatogli da Kirill, riportando la Chiesa russa di quelle parti alla “normalità” russa, mostrando la linea che il patriarcato ha seguito finora in tutte le parti del mondo: unificare il “mondo russo” a partire dalla fedeltà all’ideale religioso del patriarcato, senza dare spazio alle autonomie locali.

In seguito Ilarion è rimasto in diverse fasi sull’altalena dei favori e delle ostilità patriarcali, passando da varie sedi come Bruxelles, Vienna e come Budapest, dove è stato ora nuovamente esiliato da Kirill. Tornato a Mosca, nel 2009 è divenuto vicario di Kirill, appena assurto al trono patriarcale, e suo successore al dipartimento degli Esteri, da cui la sua nomea di “erede di Kirill”. Ora la sua rimozione indica certamente una discordanza di vedute con il patriarca, anche se è impossibile determinare con precisione su quali questioni.

Nella drammatica fase del conflitto ucraino il patriarca Kirill, dopo una iniziale titubanza, ha preso posizioni sempre più radicali e ideologiche nella giustificazione dell’operazione militare putiniana, un po’ per convinzione e molto, presumibilmente, su pressione del Cremlino. Ilarion non ha sostenuto queste posizioni in modo diretto, cercando di tenere aperte tutte le vie di dialogo con le altre Chiese a partire dal Vaticano, e la decisione di mandarlo in Ungheria coincide in modo piuttosto dimostrativo con il suo ritorno dalla visita a Budapest in cui, ringraziando Orban per il sostegno al patriarca contro le sanzioni, Ilarion aveva incontrato l’autorevole cardinale di Budapest Péter Erdő, visita forse non del tutto concordata con Kirill.

I verbali del Sinodo citano l’incontro di Budapest senza commenti al dialogo con il cardinale, limitandosi ai ringraziamenti per Orban. Ora Ilarion verrà sostituito da un altro fedelissimo di Kirill, il suo ex segretario personale Antonij, 37 anni, che già era stato mandato a Parigi tre anni fa per sostituire un altro collaboratore di Kirill, il metropolita Ioann (Roščin) che si era mostrato “troppo debole” nei rapporti con Costantinopoli e i partner europei.

Le divisioni nell’Ortodossia continuano a sorprendere ad ogni livello, da quello universale nella rottura di Mosca con Costantinopoli, a quello tra russi e ucraini ancora in via di sviluppo, a quello interno del patriarcato di Mosca, dove saranno possibili nuove sorprese nel futuro.

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