29/03/2018, 12.50
GIAPPONE
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Tokyo, a Pasqua la missione nell’aprirsi agli altri

L’omelia di mons. Kikuchi. La necessità di aprirsi al territorio e “creare una mente evangelizzatrice”. La Quaresima dedicata alla “preghiera per gli altri”: ogni domenica un tema e un fiore di carta diverso, simbolo delle “croci del mondo”. Coinvolgere i giovani per avvicinare alla Chiesa e Gesù.

Tokyo (AsiaNews) – Mettere al centro la missione, aprirsi al territorio, agli altri e “creare una mente evangelizzatrice nelle nostre comunità, a partire dal clero”. È il cuore dell’omelia pronunciata oggi dal nuovo arcivescovo di Tokyo, mons. Tarcisio Kikuchi, alla Messa crismale. A raccontarlo è p. Andrea Lembo, superiore regionale del Pime in Giappone e parroco della chiesa della Sacra Famiglia, a Fuchu (nell’area occidentale della “Grande Tokyo”): “Egli è molto proiettato verso la missione, una cosa che aspettavamo con gioia”.

Per p. Lembo, la missione verso gli altri è una dimensione necessaria. Ogni domenica di Quaresima, la comunità ha iniziato una settimana di “preghiera per gli altri” con un tema diverso, simboleggiato da un fiore di carta che i fedeli raccoglievano dai cestini sul fondo della chiesa, per poi riportarlo la settimana successiva e attaccarlo sulla croce (v. foto). “La prima cadeva durante una visita di una suora che dal 2011 è volontaria a Fukushima. Per questo, la prima domenica abbiamo pregato per i volontari del mondo, che assistono le persone in difficoltà, perché il Signore dia loro la forza. La seconda domenica abbiamo pregato per le vittime di calamità naturali; la terza per quanti saranno battezzati nella prossima Veglia Pasquale. La quarta abbiamo pregato per i rifugiati, e in particolare i bambini; e la quinta domenica abbiamo pregato per gli ammalati, le persone bisognose”.

“In questo modo, nella Resurrezione del Signore ricordiamo che abbiamo collaborato anche noi a portare le croci che ci sono nel mondo. Durante la Veglia pasquale, il crocifisso sarà tutto ricoperto di fiori”, continua p. Lembo. “È un'attività semplice, per risvegliare l'idea della preghiera per gli altri, di informarsi per gli altri. Per questo, ogni settimana distribuivo degli articoli sui temi per cui pregavamo: non solo le statistiche dei migranti, ma anche belle storie dei migranti che sono tornati a vivere grazie all'accoglienza”.

“A questo percorso hanno partecipato anche i giovani, a cui ho chiesto di essere ‘gli animatori’ di queste celebrazioni”. La speranza del missionario è raggiungere più persone possibile, e per questo ha scelto di sostituire la messa serale del secondo sabato del mese con la preghiera di Taizé [della comunità fondata da frère Roger a Taizé, in Francia, ndr], animata dai giovani con la musica: “Proprio per dare uno spazio più ampio, perché la messa se non sei cattolico è difficile da penetrare, mentre la preghiera di Taizé è intuibile, facile, ripeti cantando un versetto del Vangelo; è molto meditativa, ha un ampio raggio per avvicinare le persone alla Chiesa, a Gesù”.

Saranno ancora i giovani ad animare la Coena Domini stasera e l'Adorazione della Croce di domani, con i canti di Taizé, usando gli stessi strumenti musicali delle preghiere degli scorsi mesi. “In più, vi sarà la distribuzione delle uova sode”, aggiunge il missionario. “Il giorno di Pasqua le benedirò, e le distribuiremo. Quest'anno ho chiesto alla comunità di aprirsi sul territorio, ho dei fedeli che fanno servizi per i senza tetto e per le famiglie povere. Ho detto loro: compriamo molte più uova e fra il pomeriggio del giorno di Pasqua, o il lunedì e il martedì – quando fanno i turni per il volontariato – portiamo un biglietto semplice, con gli auguri e la spiegazione di cos'è la Pasqua, dando cinque o sei uova per famiglia. Sarà un segno della nostra apertura sul territorio di Fuchu, con le piccole cose che possiamo fare”.

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