Tokyo vuole trasformare un’isola del Pacifico in una discarica nucleare
Nel mirino del governo, che per la prima volta ha scelto il sito, Minamitorishima la più orientale delle isole giapponesi. Disabitata e off-limits per i turisti, per il ministro dell’Industria ha “una massa di terra inesplorata in grado di ospitare una struttura”.
Tokyo (AsiaNews) - Il Giappone sta cercando di utilizzare una remota isola deserta del Pacifico a quasi 2mila chilometri di distanza da Tokyo come sito per seppellire le scorie atomiche, trasformandola in una sorta di pattumiera nucleare. In una fase in cui l’energia atomica sta riassumendo un’importanza maggiore per i prezzi e le criticità legate all’uso degli idrocarburi, non ultima la guerra in Iran che ha colpito siti petroliferi e bloccato il trasporto di greggio e gas naturale, si affianca il problema irrisolto dello smaltimento. Difatti reperire siti di stoccaggio permanente per il combustibile esaurito, che può restare comunque pericoloso per molte migliaia di anni, sta diventando una sfida enorme.
Tokyo non fa eccezione in quanto torna verso il “massimo uso dell'energia nucleare” in modo “sicuro” almeno secondo la sua politica energetica, a 15 anni di distanza dal disastro nucleare di Fukushima innescato dal terremoto e dal successivo tsunami del marzo 2011. Per questo, spiegano fonti ufficiali, il governo intende condurre un’indagine preliminare su Minamitorishima, l’isola più orientale del Giappone nel Pacifico, per valutare se è “adatta” ad ospitare una struttura.
Minamitorishima di proprietà statale, disabitata da civili e off-limits per i turisti, ha “una massa di terra inesplorata in grado di ospitare una struttura”, ha spiegato il ministro dell’Industria Ryosei Akazawa incontrando la stampa il 3 marzo scorso. L’isola a forma di triangolo circondata da un atollo di corallo ha anche alcuni “tratti scientificamente favorevoli”, ha aggiunto. Una richiesta in tal senso è stata successivamente presentata a un comune di Tokyo che amministra l’isola per ispezionare le condizioni del terreno e l’attività vulcanica attraverso documenti geologici, primo passo di un’indagine in tre parti per selezionare il sito di smaltimento finale.
Le sonde sono già state condotte in tre località di due delle principali - e densamente popolate - quattro isole del Giappone, tra cui due a Hokkaido e a Kyushu. Minamitorishima, che è di circa 1,5 chilometri quadrati, sarebbe il primo candidato che l’esecutivo centrale ha scelto di propria iniziativa. La Finlandia ha costruito il primo deposito geologico profondo al mondo per il combustibile nucleare esaurito, l’impianto di Onkalo dove i rifiuti dovrebbero essere isolati 400 metri sotto la superficie terrestre.
Il 22 gennaio scorso il Giappone ha ripreso le operazioni nella più grande centrale nucleare del mondo per capacità installata, dove un reattore è stato riavviato per la prima volta dal disastro di Fukushima del 2011, che aveva costretto il Paese a chiudere gli impianti. La decisione di riprendere la produzione energetica riaccendendo il reattore numero 6 a Kashiwazaki-Kariwa, nord-ovest di Tokyo, è stata presa nonostante le preoccupazioni dei residenti, con il riavvio ritardato di un giorno a causa di un malfunzionamento dell'allarme. Da tempo il Sol Levante cerca di rilanciare il settore dell’atomica per scopi civili, per per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
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