20/02/2019, 11.31
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Trump vuole vendere l’atomica ai sauditi, rischio escalation con Teheran

È quanto emerge da un rapporto elaborato dall’Organismo di vigilanza della Camera Usa, a guida democratica. La Casa Bianca esercita pressione per la chiusura di contratti miliardari con Riyadh. In passato i negoziati si erano arenati per il rifiuto opposto dai sauditi di un uso pacifico della tecnologia. Il presidente è “coinvolto direttamente” nella vicenda.

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - L’amministrazione americana, dietro impulso del presidente Donald Trump, starebbe esercitando pressioni per favorire il trasferimento di tecnologia nucleare sensibile all’Arabia Saudita, col rischio che Riyadh possa arrivare a produrre la bomba atomica. È quanto afferma un rapporto elaborato da un gruppo di parlamentari democratici della Camera, secondo cui la Casa Bianca sta esercitando attività di lobbing per favorire la chiusura del contratto di fornitura fra i vertici della monarchia wahhabita e aziende statunitensi vicine al presidente. 

Secondo alcune fonti citate nel rapporto, l’obiettivo finale è la costruzione di reattori nucleari in Arabia Saudita. Tuttavia, questa attività rischia di “destabilizzare” ancor più l’area e innescare una escalation con Teheran che, nel 2015 con l’allora presidente Obama, aveva accantonato le mire nucleari in cambio di un alleggerimento delle sanzioni. L’accordo è stato sconfessato nel maggio scorso da Trump. 

Il rapporto pubblicato dall’Organismo di vigilanza della Camera sottolinea che una inchiesta sulla vicenda “è particolarmente critica” per i “continui sforzi” dell’amministrazione Usa di “trasferire tecnologia statunitense sensibile in materiale di nucleare”. Peraltro il 12 febbraio scorso lo stesso Trump aveva incontrato alcune delegazioni del Medio oriente, fra le quali vi erano anche i sauditi, per discutere della costruzione di impianti atomici nella regione. E nei prossimi giorni il genero Jared Kushner, consigliere per il Medio oriente, andrà in missione per elaborare un non meglio precisato “piano di pace” per l’area. 

La volontà della Casa Bianca [che finora non ha voluto commentare il rapporto] di trasferire tecnologia nucleare ai sauditi è un ulteriore segnale dello stretto legame - economico e diplomatico - che unisce Washington e Riyadh, usato in chiave anti-iraniana. Nel novembre scorso i due fronti hanno sottoscritto un contratto da 15 miliardi di dollari, finalizzato alla vendita del sistema di difesa anti-missilistico Thaad ai sauditi. A marzo del 2018 i due fronti avevano già siglato una fornitura di armamenti voluta con forza dalla Casa Bianca, nonostante il parere contrario del Parlamento Usa e le critiche di attivisti pro diritti umani. 

Secondo i deputati Usa, il progetto nucleare avviato con il benestare della Casa Bianca viola le norme del Paese in tema di “trasferimento di tecnologia atomica” che potrebbe essere usata non per scopi civili, ma “per un programma di armi”. Essi ritengono inoltre che concedere a Riyadh l’accesso alla tecnologia nucleare possa innescare una rapida escalation in una regione già molto a rischio per conflitti e violenze confessionali e settarie. 

L’Arabia Saudita afferma di puntare sull’atomica per “diversificare” le fonti energetiche, per rispondere al fabbisogno crescente e affrancarsi dalla dipendenza del petrolio. In passato i negoziati fra Washington e il regno wahhabita in tema di atomica si sono arenati di fronte al rifiuto opposto da Riyadh di garantire un uso pacifico della tecnologia, negandone l’uso in campo bellico e militare. Ora, questo elemento chiave non sembra interessare all’amministrazione guidata da Donald Trump, per il quale non servirebbero obblighi, promesse e rassicurazioni da parte saudita. 

Il rapporto elaborato dai deputati democratici, già critici verso l’Arabia Saudita per l’omicidio Khashoggi e la guerra in Yemen, si basa su documenti e racconti forniti da informatori che testimoniano i rapporti fra fedelissimi di Trump e compagnie nucleari. All’interno degli Stati Uniti “forti interessi commerciali privati” esercitano una “pressione aggressiva” per il trasferimento del know-how nucleare. Queste realtà commerciali potrebbero “capitalizzare miliardi di dollari” siglando contratti “per la costruzione di impianti nucleari in Arabia Saudita”. E il presidente Trump, conclude il rapporto, “è direttamente coinvolto in questi sforzi”. 

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