04/02/2022, 11.39
EMIRATI ARABI UNITI - VATICANO
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Vicario d’Arabia: fratellanza sia guida per una ‘pace duratura’ anche nel Golfo

Nel giorno del nuovo appello di Francesco e dell'imam di al Azhar mons. Hinder ricorda le tensioni che tuttora infiammano la regione. Un “lungo cammino” separa dalla fine dei conflitti ed emerge una sensazione di “vulnerabilità”. Il testo “punto di riferimento importante” per quanti detengono il potere. 

Abu Dhabi (AsiaNews) - La guerra nello Yemen e le altre tensioni in Medio oriente ricordano il “lungo cammino” che ci separa da “una pace duratura” ed è “alto” il rischio di dimenticare “i principi più elevati” quando a prevalere è la logica “del potere economico e politico”. È quanto sottolinea ad AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario dell’Arabia meridionale (Emirati, Oman e Yemen) e amministratore apostolico sede vacante dell’Arabia settentrionale (Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrain), in occasione della II Giornata Internazionale Onu della Fratellanza Umana. Il prelato non nasconde la sensazione di estrema “vulnerabilità” che pervade oggi anche le città più importanti degli Emirati, sotto il fuoco dei missili e dei droni Houthi. Proprio per questo è fondamentale “trovare una via per uscire dal circolo vizioso degli attacchi e dei contrattacchi”. 

“In quest’ottica - prosegue mons. Hinder - il documento sulla Fratellanza umana offre alcune valide linee guida. Sebbene sia chiaro che qualsiasi segno di vulnerabilità e pericoli reali ha i suoi effetti sull’economia e sul turismo, finora le persone hanno reagito in modo stoico” convinte che gli Emirati saranno in grado di “proteggere” i propri abitanti. Anche il Vangelo, prosegue, “non ha escluso la possibilità di conflitti”, anche fra cristiani, per questo nemmeno il documento firmato dal papa e dall’imam esso solo può cancellare le violenze. “Tuttavia - avverte - resta pur sempre un punto di riferimento importante per il decisore politico e per quanti detengono il potere”.

Oggi ricorrono i tre anni dalla storica firma che ha aperto nuovi canali di dialogo e di confronto con il mondo musulmano, in particolare quello sunnita. L’evento viene celebrato anche ad Expo2020 Dubai, dove è in programma un incontro intitolato “The Human Fraternity and the Global Tolerance Alliance Roundtable” che ha registrato la partecipazione, con un videomessaggio, di papa Francesco e dell’imam di al-Azhar. Esso si inserisce all’intero di una serie di eventi promossi in questi quattro giorni dai vertici degli Emirati, con l’obiettivo di rilanciare i valori della tolleranza e della fratellanza a livello locale e globale. 

“La visita di papa Francesco, la firma del documento sulla Fratellanza umana assieme all’imam di al-Azhar - afferma mons. Hinder - è menzionato in quasi tutti i discorsi quando si parla di relazioni fra persone di fede diversa”. “L’interesse reciproco a sapere meglio ciò in cui l’altro crede e vive - prosegue - è cresciuto. Tuttavia, a volte ho sperimentato che a livello pratico, questo interesse potrebbe tendere alla sorveglianza di ciò che accade all’interno delle nostre chiese (specialmente durante la pandemia) senza sapere veramente cosa è al centro dei nostri riti”. Il Covid-19 ha portato alla sospensione di molte iniziative ancora oggi “virtuali”, per questo è importante un evento come Expo Dubai il quale “ha aperto un forum” che mantiene viva “la storica visita del papa nel 2019”. 

In questi giorni la Chiesa d’Arabia ricorda la firma del documento con “un cuore cattolico”. Il momento saliente del viaggio apostolico, ricorda mons. Hinder, è stato la “celebrazione eucaristica allo stadio” il cui ricordo “è ancora più vivo della firma del documento”. Ciò detto, il testo mantiene tutta la sua importanza “tanto da entrare nei curriculum scolastici” per studenti “di fedi diverse” e diventare fonte di ispirazione per la nascita della Casa abramitica e per proseguire “nel solco del dialogo”. Anche l’inaugurazione ieri della nuova nunziatura apostolica ad Abu Dhabi “è frutto della visita del papa”, mentre i contatti e gli incontri faccia a faccia con la comunità musulmana sono stati ridotti negli ultimi due anni a causa della pandemia. 

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