Almeno sette le vittime all’interno delle comunità armena e caldea. A queste si aggiungono tre feriti e uno incarcerato. Fra le persone decedute il giovane Ejmin Masihi. In una lettera aperta gli attivisti di Article18 condannano la “brutale repressione” operata dal “regime di Teheran”.
Allerta in Libano per l’ondata di proteste nella Repubblica islamica. I vertici istituzionali e la popolazione seguono con attenzione gli sviluppi della situazione. L’appello di Aoun al movimento sciita: “Dalla logica della forza, alla forza della logica”. Al via la fase 2 del piano di disarmo, mentre continuano i bombardamenti israeliani.
Teheran parla di relativa calma, ma dal Paese giungono ancora voci di proteste e manifestazioni. Per gli attivisti il dato delle vittime potrebbe toccare quota 12mila, mentre la Repubblica islamica riferisce di circa 2mila morti. Analista giordano ad AsiaNews: non è solo un problema interno legato all’economia e alla società, ma riguarda tutto il Medio oriente e il crollo dei gruppi alleati.
Le autorità hanno tagliato internet in tutto il Paese per oscurare le manifestazioni. Khamenei minaccia quanti “devastano strade” per “compiacere” Trump. In realtà il malcontento è molto più radicato e diffuso in modo capillare, per una crisi economica sempre più devastante. E accanto agli slogan pro-diritti e libertà prova a farsi strada anche la nostalgia monarchica.
Il leader del Consiglio presidenziale (sostenuto dai sauditi) dichiara lo stato di emergenza e annulla il patto di difesa con gli Emirati. Caccia colpiscono carico di armi per i separatisti. Nella nazione teatro di un conflitto contro i ribelli filo-iraniani il rischio di ulteriore deriva violenta e caos. Sullo sfondo la decisione di Israele di riconoscere Somaliland nella guerra contro Houthi (e Teheran).
Per il card. Mathieu la fine della guerra dei dodici giorni “non ha allontanato lo spettro della ripresa delle ostilità. La questione, secondo il porporato, non è “se, ma quando”. In previsione della Giornata mondiale la pace resta “ideale e obiettivo” anche in relazione agli “equivalenti ebraico e arabo/persiano”. E che sia reale “nei cuori, nelle comunità e nel mondo”.