Dalle "mamme digitali" ai rider: la Cina che ha rotto il silenzio nel 2025
Il sito internet 'Yesterday' che dall'estero rilancia le notizie sulle proteste in Cina ha selezionato le 10 iniziative collettive più rilevanti dell'anno appena concluso: uno spaccato dell’attivismo cinese che vede come protagonisti “eroi senza volto” che si mettono insieme per difendere i propri diritti di lavoratori, genitori, studenti, commercianti spesso sfidando la repressione.
Milano (AsiaNews) – “Dando l’addio al silenzio soffocante del 2024, il 2025 ha visto una graduale rinascita della resistenza civile in Cina. Dai contadini e operai che lottano per la sopravvivenza, agli studenti e genitori che lottano per la dignità, fino ai netizen che si sono schierati contro le ingiustizie subite da altri, un numero crescente di persone ha scelto di affrontare la paura e rifiutare il silenzio”.
Nelle tante analisi dell’anno appena concluso, uno sguardo interessante è quello proposto da Yesterday, un collettivo di dissidenti cinesi che attraverso un sito internet dall’estero rilancia le notizie sulle proteste che avvengono nella Repubblica popolare cinese, affiorando sui social network locali (per poi spesso scomparire forzatamente molto in fretta). In questi giorni il sito ha pubblicato una selezione delle dieci più significative avvenute durante il 2025: si tratta di uno spaccato interessante dell’attivismo cinese che vede come protagonisti “eroi senza volto” che si mettono insieme per difendere i propri diritti di lavoratori, genitori, studenti, commercianti.
Ecco qui di seguito l’elenco degli eventi selezionati da Yesterday in ordine crescente di rilevanza.
10. Caso di avvelenamento all’asilo di Tianshui (Gansu)
1-20 luglio 2025
I genitori di un asilo hanno protestato contro l’avvelenamento da piombo di oltre 200 bambini causato da additivi tossici nel cibo. Hanno rivolto accuse di tentativi di insabbiamento del caso da parte delle autorità sanitarie locali. Le manifestazioni sono state represse dopo blocchi stradali organizzati dai genitori.
9. Protesta dei rider a Changsha (Hunan)
22-23 dicembre 2025
Centinaia di fattorini si sono mobilitati contro discriminazioni per l’accesso a un complesso residenziale, accompagnate anche da insulti. Hanno bloccato per ore i cancelli e dato vita a un corteo motociclistico urbano. La protesta ha innescato una vera e propria ritorsione collettiva: i rider delle principali piattaforme hanno “messo nella lista nera” il complesso, impedendo a tutti i residenti di ordinare cibo.
8. Scontri tra venditori ambulanti e agenti della polizia urbana a Kunming (Yunnan)
27-28 settembre 2025
Venditori del mercato notturno Haile World di Kunming hanno reagito a sgomberi violenti dei banchi e tasse arbitrarie. Vi sono stati scontri durati sei ore con la polizia e gli agenti della municipalità. Episodio simbolo della lotta per la sopravvivenza in un contesto di crisi economica.
7. Rivolta contadina contro Hainan Rubber Group (Hainan)
31 ottobre 2025
Oltre mille contadini hanno protestato contro l’esproprio forzato dei terreni e l’abbattimento delle colture da parte del gruppo statale Hainan Rubber. I manifestanti hanno assediato la pintagione distruggendo auto e strutture aziendali. L’azienda è stata costretta a pagare loro compensazioni, in una rara vittoria concreta dei manifestanti.
6. Sciopero dei lavoratori Yilisheng a Shenzhen (Guangdong)
4-12 dicembre 2025
Dopo un’acquisizione e la riorganizzazione della produzione, la fabbrica di elettronica Yilisheng ha imposto un orario “cinque giorni, otto ore” con salari ultra-bassi, facendo crollare i redditi sotto i 2.000 RMB per costringere i lavoratori anziani a dimettersi volontariamente ed evitare il pagamento delle indennità. In risposta, 3.000 lavoratori hanno avviato uno sciopero generale di otto giorni. Sebbene alla fine siano stati costretti a tornare al lavoro, la loro unità e determinazione – in gran parte donne – ha mostrato l’enorme potenziale della classe operaia cinese in condizioni disperate.
5. Movimento contro la cremazione forzata nello Yun-Gui
novembre-dicembre 2025
Per fare cassa con la “riforma funeraria”, i governi locali hanno imposto politiche di cremazione forzata, arrivando persino a dissotterrare di nascosto i cadaveri. Ciò ha scatenato l’ira dei contadini. A Xifeng, i manifestanti hanno gridato: “Dissotterrate prima la tomba ancestrale di Xi Jinping”, costringendo i funzionari a inginocchiarsi. In diverse località, squadre contadine hanno respinto con successo le forze governative, portando al collasso della politica di cremazione forzata.
4. Caso della “Piccola Luoxi” e mobilitazione delle “Mamme digitali” (online)
novembre-dicembre 2025
Per soddisfare obiettivi di interventi chirurgici, a Ningbo un medico ha inventato una diagnosi e sottoposto la piccola Luoxi, di cinque mesi, a un’operazione inutile e rischiosa che ne ha causato la morte. La madre è stata picchiata mentre cercava giustizia e diffamata online. La tragedia ha scatenato una resistenza digitale senza precedenti: decine di milioni di utenti si sono trasformati in “Mamme digitali”, rompendo la censura e costringendo le autorità a reagire.
3. Protesta alla Scuola media n.6 di Xuchang (Henan)
23-25 maggio 2025
Dopo il suicidio di una studentessa di 13 anni vittima di umiliazioni e punizioni corporali, la scuola ha rifiutato ogni responsabilità. Migliaia di studenti e cittadini hanno circondato l’istituto, scontrandosi con la polizia. La frase online “Piccola, abbiamo ottenuto giustizia per te” è diventata il simbolo di una generazione che non accetta più il silenzio.
2. Proteste di massa per la morte di uno studente a Pucheng (Shaanxi)
2-6 gennaio 2025
La morte di uno studente, rapidamente classificata come “caduta”, e la repressione della famiglia hanno portato a una delle più grandi proteste dell’anno. Decine di migliaia di cittadini sono scesi in strada, affrontando duri scontri con la polizia.
1. Proteste di Jiangyou contro l’ingiustizia giudiziaria (Sichuan)
22 luglio-4 agosto 2025
Un grave caso di bullismo contro una minorenne, trattato con leggerezza dalle autorità, ha innescato proteste di massa. Di fronte alla repressione violenta, i manifestanti hanno gridato “Restituiteci la democrazia”, segnando un momento simbolico in cui la protesta è andata oltre il singolo caso giudiziario, diventando una sfida all’intero sistema politico.
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