In attesa della visita del Papa in Turchia, parla monsignor Antuan Ilgıt, primo autoctono alla guida del vicariato apostolico dell’Anatolia: “Mi sento vicino ai giovani per la mia esperienza di vita”, racconta: “La nostra Chiesa? è un seme per il mondo”.
I due governi hanno raggiunto l’intesa dopo che le divisioni avevano fatto ipotizzare un ripiego sulla sede dell’organismo a Bonn. Ankara ospiterà l’evento, a Canberra la “guida” del comitato. Restano i timori sulla reale efficacia della collaborazione fra i due Paesi, uniti alle critiche delle nazioni del Pacifico che puntavano all’organizzazione della manifestazione.
Reso noto il programma del primo viaggio internazionale di Prevost. A Iznik la preghiera presso i resti della basilica di Nicea, a Istanbul la visita alla Moschea Blu ma non a Santa Sofia (dove si recarono Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI quando era ancora museo). In Libano incontro interreligioso nella piazza dei Martiri e la sosta al porto sventrato dall’esplosione del 2020.
Dalla cella il leader dell’opposizione definisce il nuovo procedimento è un “complotto” per estrometterlo dalla scena politica. Per analisti e oppositori è un tentativo di governo e Akp - sconfitti alle urne - di assumere il controllo della metropoli. I due volti della Turchia di Erdogan: repressione e carcere per gli oppositori e critici sul fronte interno, mediatore per la pace a Gaza (e in Siria).
Il neo presidente ha ottenuto oltre il 62% delle preferenze, battendo il leader uscente Ersin Tatar sostenuto da Erdogan. L’estrema destra turca chiede di invalidare il voto e preme per la riunificazione, più cauto il capo dello Stato che mostra un tono conciliatorio. Il nodo del futuro dell’isola e dei legami con l’Europa e il Medio oriente. Il presidente turco tre giorni nel Golfo.
Confermata ufficialmente l'annunciata visita apostolica che si terrà dal 27 novembre al 2 dicembre. Insieme al patriarca Bartolomeo ricorderà i 1700 anni dal Concilio di Nicea, che formulò la professione di fede che tuttora unisce i cristiani. In Libano un viaggio che già Francesco avrebbe voluto compiere e che assumerà un significato particolare di fronte alle guerre di oggi. L'intervista del card. Parolin a due anni dal 7 ottobre.