18/03/2024, 08.51
ASIA TODAY
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Raid pakistano in Afghanistan: otto morti, tutti donne e bambini

Le notizie di oggi: solo il 51,7% dei sud-coreani vogliono sposarsi, il 28,3% intende avere “con certezza” figli. Hanoi registra perdite annuali di raccolto per tre miliardi di dollari, in crisi il delta del Mekong. Le elezioni in India in programma fra il 19 aprile e i primi di giugno. Il governo israeliano ha istituito per il 7 ottobre la giornata nazionale annuale in ricordo della “catastrofe”. Il presidente russo Putin rieletto con l’87,17% dei voti. 

PAKISTAN - AFGHANISTAN
Otto persone, tutte donne e bambini, sono state uccise oggi in almeno due attacchi aerei dell’esercito pakistano oltre-frontiera in Pakistan, in una azione che i talebani a Kabul definiscono “sconsiderata”. Le tensioni al confine fra i due Paesi sono aumentate col ritorno al potere degli studenti coranici nell’estate 2021. Le operazioni seguono l’uccisione di sette militari pakistani nel fine settimana, in seguito alla quale il presidente Asif Ali Zardari aveva promesso “ritorsioni”.

COREA DEL SUD
Solo la metà della popolazione adulta in Corea del sud ha intenzione di sposarsi e meno della metà vuole avere figli in futuro. È quanto emerge da una ricerca diffusa ieri, su un campione di 1059 scapoli fra i 19 e i 49 anni secondo cui solo il 51,7% intende sistemarsi mentre il 24,5% lo esclude del tutto, indeciso il 19,1%. Per genere, più uomini erano disposti a sposarsi (56,3%) rispetto alle donne (47,2%). Solo il 28,3% vuole avere figli. 

VIETNAM
Hanoi deve affrontare circa tre miliardi di dollari all’anno in perdite di raccolto, mentre sempre più acqua salata filtra nei terreni coltivabili. La situazione più grave nel delta del Mekong, area meglio nota come “ciotola di riso del Vietnam” perché fornisce sussistenza a decine di milioni di persone nel Paese. Gli alberi da frutto rappresentano il 29% dei danni nel delta del Mekong, le colture rappresentano il 27% e il riso rappresenta quasi il 14%.

INDIA
L’India eleggerà un nuovo Parlamento in sette fasi tra il 19 aprile e l’inizio di giugno, come ha riferito nel fine settimana la Commissione elettorale, in quella che sarà la più grande tornata elettorale al mondo con circa un miliardo di elettori.  L’ultima delle sette fasi di voto si terrà il primo giugno e i voti verranno contati dal 4 giugno, per quello che il premier Narendra Modi ha definito “il più grande festival della democrazia”. 

CINA - SINGAPORE
L’ambasciata cinese a Singapore invita gli espatriati nella città-Stato a restare lontani da ogni tipo di scommesse, avvertendo che il gioco d’azzardo all’estero viola le leggi di Pechino. L’avvertimento segue il giro di vite imposto dal governo contro quanti all’estero nei Paesi del sud-est asiatico sono dediti alle scommesse, illegali e non, che non avranno aiuti dalle ambasciate in caso di problemi. 

ISRAELE - PALESTINA
Il governo israeliano ha deciso ieri “all’unanimità” di istituire una Giornata annuale nazionale del ricordo per “la catastrofe” del 7 ottobre, con riferimento all’attacco di Hamas nel sud che ha innescato la guerra a Gaza. Una cerimonia si terrà “ogni anno alle 11 per i soldati caduti in guerra e un’altra alle 13 in memoria dei civili assassinati” per un totale di almeno 1160 morti. La guerra nella Striscia ha già ucciso 31600 persone, 13mila bambini. Nella notte l’esercito ha lanciato una nuova operazione contro l’ospedale di al-Shifa. 

RUSSIA
Il presidente Vladimir Putin è stato rieletto con l’87,17% dei voti, con il 70% circa delle schede scrutinate. Lo ha annunciato la Commissione elettorale, che indica al secondo posto il candidato del Partito comunistaNikolai Kharitonov con il 4,19% dei voti, al terzo e quarto posto Vladislav Davankov (Popolo Nuovo) e Leonid Slutsky (Ldpr) rispettivamente con il 4,08% e 3,15%. Alta l’affluenza nei tre giorni di voto, con il 74,22% degli aventi diritto. Nel primo discorso il leader del Cremlino ha commentato per la prima volta la morte di Alexei Navalny parlando di “evento triste”. 

TURCHIA - AZERBAIGIAN
Il ministro degli esteri della Turchia, Hakan Fidan, ha insistito in una conferenza stampa congiunta a Baku con i suoi omologhi di Azerbaigian e Georgia sulla riapertura del “corridoio di Zangezur” (di Lačin per gli armeni). Per il capo della diplomazia di Ankara “è la migliore possibilità per garantire una pace stabile nella regione, tenendo conto di tutti i Paesi interessati.

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