26/05/2015, 00.00
YEMEN - IRAN - A. SAUDITA
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Yemen, milizie sunnite e raid sauditi contro i ribelli Houthi, decine di morti e feriti

Le milizie sciite avrebbero perso il controllo di alcuni siti militari strategici nel sud. Nella battaglia decine di morti e almeno 70 feriti. Continuano i bombardamenti della coalizione sulla capitale. Teheran protesta con Riyadh per un attacco che ha sfiorato l’ambasciata a Sanaa. Sempre più lontane le prospettive di pace e dialogo.

Sanaa (AsiaNews/Agenzie) – Le milizie sunnite in Yemen, sostenute dai raid aerei della coalizione araba guidata da Riyadh, hanno inferto una dura sconfitta ai ribelli sciiti Houthi, sottraendo loro il controllo di alcuni siti militari di importanza strategica della città meridionale di Dhale. Al momento non è ancora chiaro il bilancio finale di morti e feriti nella battaglia. Secondo alcune fonti, negli scontri sarebbero stati uccisi decine di ribelli e altri 70 sono stati feriti.

Intanto non si fermano gli attacchi aerei della coalizione guidata dall’Arabia saudita, che anche per tutta la giornata di ieri hanno colpito la capitale Sanaa e altre zone del Paese. Fonti locali riferiscono che una casa appartenente ad Ahmed Saleh, figlio dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, è stata distrutta. Proprio l’ex capo di Stato, assieme all’Iran, è uno dei principali sostenitori dei ribelli Houthi.

I bombardamenti di ieri nella capitale yemenita hanno provocato la reazione dell’Iran. Il ministero degli Esteri ha infatti convocato il rappresentante diplomatico dell’Arabia saudita a Teheran; secondo il governo iraniano le esplosioni hanno riguardato un’area che si trova poco lontano dall’ambasciata di Teheran in Yemen.

Secondo l’Onu finora almeno 1500 persone – dei quali 828 civili – sarebbero state uccise dalla guerra della coalizione araba guidata dai sauditi, che sta distruggendo anche molti siti artistici antichi della capitale, considerati patrimonio dell’Unesco.

L’organismo internazionale denuncia da tempo l’alto numero di vittime fra i civili, come pure il disastro umanitario – mancanza di cibo, acqua, medicine, carburanti – provocato dal blocco aereo e navale imposto dalla coalizione.

Intanto le prospettive di pace in Yemen si fanno sempre più fosche, con l’intensificarsi di bombardamenti e combattimenti in diverse aree del Paese. Fonti yemenite, confermate da funzionati delle Nazioni Unite, riferiscono che la conferenza di pace programmata per il prossimo 28 maggio è stata rinviata a data da destinarsi.

Dal suo esilio in Arabia saudita l’ultimo presidente Abdu Rabu Mansour Hadi chiede il rispetto della risoluzione Onu e il ritiro dei ribelli Houthi da tutti i territori conquistati, prima di intavolare una qualsiasi trattativa di pace.

Di contro, il segretario generale Onu Ban Ki-moon invita le parti a dialogare senza alcuna pre-condizione.

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